16 ottobre 2019
Aggiornato 22:00

Regeni, NYT: «Dagli Usa prove a Renzi della responsabilità dei servizi egiziani». Ma Palazzo Chigi smentisce

L'amministrazione di Barack Obama avrebbe passato a Palazzo Chigi, allora guidato da Matteo Renzi, prove incontrovertibili (ma non complete, per non mettere a rischio le fonti) della responsabilità dei servizi egiziani nella morte del giovane ricercatore italiano Giulio Regeni

ROMA - L'amministrazione di Barack Obama avrebbe passato a Palazzo Chigi, allora guidato da Matteo Renzi, prove incontrovertibili (ma non complete, per non mettere a rischio le fonti) della responsabilità dei servizi egiziani nella morte del giovane ricercatore italiano Giulio Regeni. E' questa, in sintesi, la tesi Idell'inchiesta dedicata dal New York Times alla morte di  Regeni in Egitto pubblicata a Ferragosto. Secondo il quotidiano della Grande Mela, gli Usa avrebbero acquisito questa versione dei fatti dall'intelligence nelle settimane successive al ritrovamento del corpo martoriato del ricercatore italiano al Cairo. A scriverlo è Declan Walsh, giornalista che, dal Cairo, ha seguito tutte le fasi dell'inchiesta sull'omicidio, e che avrebbe avuto conferma della sua tesi da tre fonti dall'amministrazione Obama: dunque Washington avrebbe ottenuto «prove incontrovertibili sulla responsabilità egiziana», «non c'era alcun dubbio».

Guai per Renzi?
L'inchiesta è naturalmente destinata a fare scalpore a Palazzo Chigi, e tra chi allora lo occupava - in particolare l'ex premier Matteo Renzi -.Non a caso, fonti di palazzo Chigi nella tarda serata di ieri hanno già precisato come «nei contatti tra amministrazione Usa e governo italiano avvenuti nei mesi successivi all'omicidio non furono mai trasmessi elementi di fatto, come ricorda tra l'altro lo stesso giornalista del New York Times, nè tantomeno 'prove esplosive'». Le stesse fonti hanno sottolineato che «la collaborazione con la procura di Roma in tutti questi mesi è stata piena e completa».

L'ambasciatore di nuovo al Cairo
La rivelazione giunge proprio mentre in Italia infuria la polemica sulla decisione del governo italiano di far tornare al Cairo l'ambasciatore Giampaolo Cantini, richiamato proprio in segno di protesta per la scarsa collaborazione egiziana nell'inchiesta sulla morte di Giulio Regeni.  La decisione è giunta alla luce dei nuovi documenti che la procura egiziana ha trasmesso nelle scorse ore a quella di Roma, relativi ad un nuovo interrogatorio cui sono stati sottoposti i poliziotti che hanno avuto un ruolo negli accertamenti sulla morte di Regeni. Un gesto considerato «un passo avanti nella collaborazione» , ma i genitori del ricercatore non sono dello stesso avviso. Eloquente è il post che la madre di Regeni ha pubblicato su Facebook: «Sempre più lutto!»