Politiche europee

Prodi: «Ora dobbiamo difenderci da questa Europa»

L'ex Premier in un editoriale sul «Messaggero» parla di Libia, migranti, Fincantieri: «Ci sparano contro ma dal Governo nessuna reazione». Della Vedova: «Scelta neo-nazionalista incubo da evitare»

L'ex Premier italiano, Romano Prodi
L'ex Premier italiano, Romano Prodi (ANSA)

ROMA - L'Italia come la Croce Rossa, da un lato perchè accoglie tutti i migranti salvati nel Mediterraneo, dall'altro perchè «siamo diventati un bersaglio su cui tutti possono sparare senza provocare alcuna reazione». In un editoriale sul Messaggero, Romano Prodi descrive così la condizione dell'Italia, riferendosi alla vicenda migranti, alle trattative sulla pacificazione della Libia e alla nazionalizzazione dei cantieri Stx da parte della Francia. Invitando il governo a intraprendere «l'unica onorevole via d'uscita», ovvero «che l'Italia usi tutti gli strumenti di difesa di cui può disporre».

REGOLARMENTE ESCLUSI - «Più osservo le evoluzioni del quadro politico ed economico in cui oggi si trova ad operare l'Italia più mi viene spontaneo paragonare il suo ruolo a quello della Croce Rossa Internazionale», scrive Prodi. Ruolo «nobile» ma che «non è proprio il compito di uno Stato sovrano che dovrebbe operare in un clima di solidarietà europea». Il primo riferimento è ai migranti dalla Libia, «che vengono raccolti dalle navi appartenenti a tanti Paesi europei ma che, come avviene per i feriti nei conflitti bellici, vengono tutti portati all'ospedale della Croce Rossa, cioè in Italia». Poi ai colloqui di Emmanuel Macron con i vertici libici: «Come è il caso della Croce Rossa, quando si parla delle trattative di pace, l'Italia viene regolarmente esclusa perché le cose importanti si trattano in un piano superiore». In questo contesto, sottolinea, «ci sacrifichiamo almeno per uno scopo nobile, anche se accompagnato da una vergognosa mancanza di solidarietà da parte dei nostri partner europei».

FINCANTIERI-STX - Ma guardando alla vicenda Fincantieri, «siamo diventati un bersaglio su cui tutti possono sparare senza provocare alcuna reazione». Perchè «mentre era stata accolta senza alcun problema la proprietà coreana dei cantieri navali di Le Havre si procede addirittura alla loro nazionalizzazione (a cui si aggiunge il ridicolo aggettivo di provvisoria) purché non finiscano in mani italiane. Il tutto dopo che la Francia si è comprata mezza Italia». Per Prodi «l'unica onorevole via d'uscita è che l'Italia usi tutti gli strumenti di difesa di cui può disporre. Nell'Unione Europea esistono limiti alle asimmetrie di comportamento anche perché, pur pienamente consapevole delle debolezze italiane, non posso ignorare le grandi fragilità della Francia nei suoi equilibri di bilancio e nei livelli di produttività del suo sistema industriale».

DELLA VEDOVA - «Soprattutto per l'Italia la scelta neo-protezionista e neo-nazionalista è un incubo che dobbiamo risparmiare alle giovani generazioni». Lo ha detto Benedetto Della Vedova, intervenendo alla presentazione di Forza Europa a Roma.
L'Italia e il governo di Matteo Renzi, in particolare, dovrebbero «rivendicare conti a posto e riforme, lasciando la crociata contro il fiscal compact a Grillo e Salvini. Continuiamo così perchè i risultati cominciano a vedersi».
Della Vedova ha auspicato una Italia «libera, rigorosa, forte, che si batte con senso della misura ma senza complessi e che a Bruxelles non vuole andare per polemizzare ma per contare come e di più di come fatto fino a oggi».