24 ottobre 2019
Aggiornato 00:30
Immigrazione e Chiesa

E ora i migranti campeggiano sulla medaglia del quinto anno di pontificato di Papa Francesco

I migranti saranno protagonisti della medaglia per il quinto anno di Pontificato di Papa Francesco. Ecco l'ultima iniziativa del Pontefice, da sempre apertamente sostenitore dell'accoglienza

Papa Francesco e un gruppo di migranti
Papa Francesco e un gruppo di migranti ANSA

ROMA - I migranti saranno protagonisti della medaglia per il quinto anno di Pontificato di Papa Francesco. Disponibile dal 28 luglio 2017, la medaglia riporta sul rovescio «la mano tesa segno di accoglienza verso coloro che fuggono dalla loro Patria in cerca di un futuro migliore: hospes eram et collegistis me (Mt 25,35). Seduto per terra e quasi confuso tra la gente c'è un uomo che somiglia a Cristo: quello che avete fatto ad uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l'avete fatto a me». Opera di Mariangela Crisciotti, la medaglia riporta sul dritto lo stemma di Papa Francesco con la scritta FRANCISCUS P.P. ANNO V MMXVII e il nome dell'artista. Sul bordo: la scritta E CIVITATE VATICANA con il numero della medaglia.

L'apertura del Papa ai migranti
Questa è soltanto l'ultima iniziativa di Papa Bergoglio a favore dell'accoglienza dei migranti. Più volte il Pontefice ha richiamato i politici e la comunità internazionale ai doveri della solidarietà verso chi lascia il proprio Paese in fuga da guerra e fame, anche suscitando aspre polemiche nel mondo politico. Tante le dichiarazioni del Capo della Chiesa che hanno fatto scalpore in questo senso: come quando definì la protezione dei migranti un «imperativo morale», o quando offrì il suo sostegno alla proposta di legge di iniziativa popolare, «Ero straniero, l’umanità che fa bene», promossa da Caritas, Migrantes, Centro Astalli e altre organizzazioni cattoliche. 

Per Francesco migrare è un 'diritto'
Non solo: in un'altra occasione Papa Francesco ha addirittura paragonato la condizione dei migranti di oggi a quella di Gesù, profugo fin da piccolo con la sua famiglia dopo la fuga in Egitto. «La situazione drammatica dei profughi, segnata da paura disagi e incertezze è una triste realtà. I profughi ogni giorno fuggono dalla fame e dalla guerra, alla ricerca di una vita dignitosa per sé e per le proprie famiglie. Vanno in terre lontane e quando trovano lavoro non sempre incontrano accoglienza vera, rispetto e apprezzamento dei valori di cui sono portatori. Le loro legittime aspettative si scontrano con situazioni complesse e difficoltà che sembrano a volte insuperabili, perciò pensiamo al dramma dei rifugiati che sono vittime del rifiuto e dello sfruttamento, vittime della tratta delle persone e del lavoro schiavo», aveva dichiarato. E ancora, lo scorso gennaio Papa Francesco aveva ribadito «il diritto di ogni essere umano di andare in altre comunità politiche e stabilirsi in esse».