Cronaca Milano

Milano, architetto ustionato con soda caustica in pieno giorno

Un architetto ustionato nei pressi della passeggiata pedonale di viale Città di Fiume. L’uomo era già stato accusato di ingiuria nel 2006. Ma il movente sembra essere di tipo economico

Agenti della Polizia Scientifica effettuano rilievi in Via Città di Fiume nel punto in cui un architetto italiano di 43 anni è stato colpito con una sostanza che potrebbe essere acido o soda caustica
Agenti della Polizia Scientifica effettuano rilievi in Via Città di Fiume nel punto in cui un architetto italiano di 43 anni è stato colpito con una sostanza che potrebbe essere acido o soda caustica (ANSA | FLAVIO LO SCALZO)

MILANO - Sfregiato in pieno giorno di fronte agli occhi increduli dei passanti. È accaduto a Milano, davanti ai giardini Montanelli. La vittima è un architetto dell’età di 43 anni che, secondo le prime ricostruzioni, conoscerebbe gli aggressori: due uomini di origine sudafricana. Al momento gli investigatori sembrano essere già sulle tracce di un brasiliano. Gli assalitori hanno utilizzato la soda caustica, sostanza con la quale avrebbero provocato ustioni su tutto il corpo. L’uomo, ricoverato in ospedale, non è in pericolo di vita ma pare abbia il volto completamente deturpato. Alcune telecamere potrebbero aver filmato il momento della fuga dei due assalitori.  Per questo motivo la polizia ha perlustrato la zona, cercando telecamere di videosorveglianza che dovrebbero aver ripreso il momento dell’aggressione. Tutti filmati verranno scandagliati allo scopo di rilevare il volto dei due uomini.

La ricostruzione della vicenda
L’episodio è avvenuto nel pomeriggio di ieri, intorno alle 15.30 nei pressi dei giardini Montanelli, più precisamente nel viale Città del Fiume. Era da poco sceso dalla sua auto per dirigersi a piedi verso una strada limitrofa quando ha incontrato i due aggressori che lo hanno cosparso con la soda caustica. L’uomo presenta ustioni su tutto il corpo: al volto, al collo e al busto.

Un senzatetto?
Siccome l’architetto si trovava nella zona di Porta Venezia, un quartiere piuttosto disagiato, dapprima gli inquirenti hanno pensato all’attacco di un clochard (senza tetto). Tuttavia, pare che questa tesi sia stata smentita dopo poche ore. La vitamina è stata prontamente riconosciuta, invece: si tratta di un architetto originario della bergamasca Treviglio che in questa sede chiameremo Andrea P. Pare, tuttavia che avesse già qualche precedente – nel 2006 - per ingiuria ai danni di una coppia di neodiciottenni. Forse l’uomo ha offeso nuovamente qualcuno che, questa volta, ha pensato bene di reagire ai suoi insulti?

Conosceva i suoi aggressori
Forse si tratta di un’altra ingiuria o forse no. Quello che è certo è che l’architetto conosceva i suoi aggressori. Pare che i tre si fossero incontrati poco prima, a causa di un debito che doveva essere saldato. Si tratta forse di un debito in denaro? Solo il tempo, probabilmente, ci darà le giuste risposte.

Un’aggressione iniziata prima
Secondo quanto emerge dalle indagini preliminari, l’aggressione sarebbe iniziata prima e altrove. Forse solo apparentemente terminata, si è invece conclusa in modo drammatico non appena l’uomo si sarebbe recato davanti ai giardinetti con la propria auto. I due uomini sudafricani, di cui uno brasiliano che vivrebbe in zona, avrebbero lanciato il contenuto di un’intera bottiglia verso l’architetto, ustionandolo su tutto il corpo. Sul posto sono rimasti gli abiti che l’uomo indossava, chiaramente lacerati dalla soda caustica che gli è stata versata addotto. L’episodio è avvenuto proprio nella passeggiata pedonale di viale Città di Fiume verso l'inizio dei Bastioni.

I soccorsi
Per fortuna il pover’uomo è stato soccorso da una passante che gli ha versato immediatamente dell’acqua sulle ferite. «Gli ho messo un po’ di acqua in faccia per lenirgli il dolore, gridava disperato», racconta la donna ancora sotto choc.  Nel frattempo è arrivata sul luogo l’ambulanza che avrebbe trasportato l’architetto all’ospedale Niguarda. Inutile dire che le ustioni presenti su oltre il 40% del corpo sono di grave entità. Tuttavia, secondo i medici, non sarebbe in fin di vita. A detta delle forze dell’ordine, i due aggressori non avevano alcuna intenzione di uccidere, ma di lasciare un segno indelebile. E non si può dire che non ci siano riusciti.