29 marzo 2020
Aggiornato 13:30
Caso Bossetti Yara

Caso Yara, al via il processo d’appello. La difesa presenta una foto satellitare

Entra nel vivo il processo d’appello contro Massimo Giuseppe Bossetti, condannato in primo grado all’ergastolo per l’omicidio di Yara Gambirasio. La difesa si appiglierà a una foto satellitare, ma per il Pg l’ergastolo è ineccepibile

I parenti di Bossetti all'arrivo in tribunale
I parenti di Bossetti all'arrivo in tribunale ANSA

BERGAMO – È entrato nel vivo il processo d’appello contro Massimo Giuseppe Bossetti, accusato di aver ucciso la tredicenne Yara Gambirasio il 26 febbraio 2010. Per questo è già stato condannato in primo grado all’ergastolo. Ora però, la difesa presenterà una fotografia satellitare che potrebbe cambiare le carte in tavola. Nonostante ciò, il Procuratore Generale di Brescia Marco Martani, durante l’udienza del processo di secondo grado, ha ribadito che l’ergastolo inflitto all’accusato «ha una motivazione ineccepibile». «Per quanto riguarda la ricostruzione della responsabilità – ha proseguito il Pg – non si può obiettare nulla. È logica e coerente anche con le relazioni dei consulenti».

I fatti contestati
Al muratore di Mapello vengono contestati l’aver preso Yara a Brembate di Sopra, in provincia di Bergamo, mentre tornava a casa dalla palestra, di averla caricata sul suo furgone e di averla uccisa il 26 febbraio 2010. Il corpo senza vita della ragazzina è stato ritrovato solo tre mesi dopo la scomparsa, in un campo di Chignolo d’Isola, a pochi chilometri dal suo paese. Dopo una lunga e difficile indagine condotta dal Pm di Bergamo Letizia Ruggeri, nel giugno 2014 veniva arrestato Bossetti.

Innocente
Dal canto suo, Massimo Giuseppe Bossetti si è sempre dichiarato innocente. E al processo d’appello si è mostrato ottimista che possa essere fatta chiarezza. Quando gli avvocati della difesa hanno chiesto alla Corte che il loro assistito potesse sedere al banco della difesa, anziché all’interno della gabbia riservata agli imputati, gli è stato concesso. Così un sorridente Bossetti ha salutato i parenti presenti in aula: la moglie Marita Comi, la madre Ester Arzuffi e la sorella Laura Bossetti che si trovavano subito dietro i legali.

I genitori di Yara
Così come accadde durante il processo di primo grado, anche questa volta i genitori di Yara non erano presenti in aula. Al loro posto, nello spazio riservato al pubblico dell’aula, si è assiepata una folla di curiosi, già in coda fin dalle prime ore per accaparrarsi un posto tra i poco più di 200 disponibili. L’aula è isolata da telefoni cellulari, telecamere, macchine fotografiche e simili come dispone un’ordinanza del procuratore generale.

L’immagine su cui punta la difesa
C’è una novità da parte dei difensori di Bossetti, Claudio Salvagni e Paolo Camporini, i quali hanno fatto domanda per depositare agli atti una fotografia acquisita dai satelliti. L’immagine è stata scattata il 24 gennaio 2011, esattamente 1 mese e due giorni prima del ritrovamento del corpo di Yara, avvenuto nel campo di Chignolo d’Isola. Secondo i legagli della difesa, la foto mostra l’esatto punto del ritrovamento del corpo della vittima, che però ritengono non essere identificabile. Con questa ‘prova’ i difensori intendono dimostrare che, al contrario di quanto sostenuto dall’accusa, il corpo della ragazza non è rimasto per tre mesi nel campo dove è stato ritrovato, ma vi sarebbe stato portato lì in un secondo momento. La Corte si è riservata l’acquisizione del documento, mentre non si sono opposti né il Procuratore generale né le parti civili. Queste ultime, formate da Andrea Pezzotta, che cura gli interessi di Maura Panarese, madre di Yara Gambirasio; dall’avvocato Enrico Pelillo, legale di Fulvio Gambirasio, padre della 13enne e di Keba, sorella della vittima. Infine, Massimo Maggioni, assistito dall’avvocato Natale Sala, del Foro di Milano che è un collega di Bossetti e presunta vittima di calunnia a opera del muratore di Mapello.

Le prossime udienze
Dopo aver concluso le procedure preliminari, Enrico Fischetti presidente della Corte d’Assise d’Appello di Brescia, ha letto la sintesi della relazione, mentre la relazione completa di 142 pagine è stata inviata in precedenza via email alle parti. La Corte ha anche reso noto il calendario delle prossime udienze: 6, 10 e 14 luglio, con un’udienza di riserva fissata per il 17 luglio 2017.

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