7 dicembre 2019
Aggiornato 14:30
Chiesa Cattolica

Il Papa: «A casa gli anziani e il lavoro ai giovani». Critiche a pensioni e diritto al lavoro

Papa Francesco ha le idee chiare su pensioni: «Miope far lavorare troppo gli anziani. Stolta la società dove i giovani sono disoccupati». Le pensioni d’oro: «Creano diseguaglianze», il discorso ai sindacalisti Cisl

Papa Francesco Bergoglio
Papa Francesco Bergoglio ANSA

CITTÀ DEL VATICANO – Su pensioni d’anzianità e pensioni d’oro Papa Francesco Bergoglio ha le idee chiare – probabilmente molto più che non i sindacalisti o i politici. Se un mese fa a Genova aveva ammonito gli imprenditori che licenziano o delocalizzano al fine di trarne più profitto, dicendo che chi fa così non è un imprenditore ma uno speculatore, ora nella sala delle udienze in Vaticano chiede un «nuovo patto sociale», solo che stavolta i destinatari del messaggio sono i delegati del Congresso Nazionale della Cisl. «È una società stolta e miope quella che costringe gli anziani a lavorare troppo a lungo e obbliga un’intera generazione di giovani a non lavorare quando dovrebbero farlo per loro e per tutti», sottolinea Papa Francesco, aggiungendo che le pensioni d’oro sono «un’offesa grave», e creano disuguaglianze. Nel suo discorso, il Pontefice appare più consapevole dei problemi del Paese di quanto spesso non lo siano coloro che sono, per mestiere, chiamati a occuparsi proprio di questi problemi. Papa Francesco, nel suo intervento, non fa sconti nemmeno al sindacato che – come sottolinea – talvolta finisce per assomigliare a un partito politico.

Anziani a casa e lavoro per i giovani
Nel suo discorso Papa Francesco è fermo e chiede che siano ridotte «le ore di lavoro di chi è nell’ultima stagione lavorativa, per creare lavoro per i giovani che hanno il diritto-dovere di lavorare». Senza tuttavia dimenticare che nell’attuale società «non sempre e non a tutti è riconosciuto il diritto a una giusta pensione giusta perché né troppo povera né troppo ricca». Ma ce n’è anche per le pensioni d’oro che definisce «un’offesa al lavoro non meno grave delle pensioni troppo povere, perché fanno sì che le diseguaglianze del tempo del lavoro diventino perenni».

Prima le persone
Il lavoro nobilita l’uomo, si usa dire. Ma il lavoro non deve ledere la dignità e la persona. Concetti, questi e altri, che Papa Francesco ricorda anche ai sindacalisti perché persona e lavoro siano «due parole che possono e devono stare insieme». «Se – prosegue il Pontefice – pensiamo e diciamo il lavoro senza la persona, il lavoro finisce per diventare qualcosa di disumano, che dimenticando le persone dimentica e smarrisce se stesso. Ma se pensiamo la persona senza lavoro, diciamo qualcosa di parziale, di incompleto, perché la persona si realizza in pienezza quando diventa lavoratore, lavoratrice».

Il lavoro ai giovani
È un dato di fatto, i giovani fanno sempre più fatica a trovare lavoro. E sono molti, troppi, i giovani disoccupati. Ma se si continua a lavorare fino alla veneranda età, come possiamo pensare di dare lavoro, appunto, ai giovani? Anche in questo caso, Papa Francesco ha le idee chiare: «Stolto avere gli anziani al lavoro e i giovani a casa», avverte. «Quando i giovani sono fuori dal mondo del lavoro, alle imprese mancano energia, entusiasmo, innovazione, gioia di vivere, che sono preziosi beni comuni che rendono migliore la vita economica e la pubblica felicità» – sottolinea ancora Papa Francesco. Da qui l’urgenza di un «nuovo patto sociale per il lavoro», che «riduca le ore di lavoro» per chi è più avanti con l’età, in modo che si possano finalmente creare opportunità lavorative per i giovani, i quali «hanno il diritto-dovere di lavorare».

Smascherare le ingiustizie
Nel ricordare che il sindacato ‘lavora’ anche affinché nel lavoro vi sia giustizia, il Pontefice ha esortato i rappresentati della Cisl a dare voce a chi non ce l’ha e a smascherare «i potenti che calpestano i diritti dei lavoratori più fragili». E poi a difendere «la causa dello straniero, degli ultimi, degli ‘scarti’». Attenzione però a non perdere di vista gli obiettivi, perché anche «il sindacato rischia di smarrire questa sua natura profetica, e diventare troppo simile alle istituzioni e ai poteri che invece dovrebbe criticare. Il sindacato col passare del tempo ha finito per somigliare troppo alla politica, o meglio, ai partiti politici, al loro linguaggio, al loro stile». Papa Francesco invita il sindacato anche a proteggere «chi i diritti non li ha ancora, gli esclusi dal lavoro che sono esclusi anche dai diritti e dalla democrazia». Infine ha rimarcato come sia fondamentale oggi valorizzare il lavoro delle donne, ricordando che «La donna guadagna di meno, è più facilmente sfruttata… Fate qualcosa!».