27 novembre 2021
Aggiornato 21:30
Dopo le amministrative

M5s, parte lo scaricabarile: «E' colpa della Raggi», ma per Casaleggio il responsabile è Grillo

E' un Movimento Cinque Stelle confuso e un po' ammaccato quello che esce dalla sfida delle amministrative. Ed ora è caccia al colpevole della debacle elettorale. Il nome più scontato è quello di Virginia Raggi, ma le polemiche investono anche i piani alti

ROMA  - E' un Movimento Cinque Stelle confuso e un po' ammaccato quello che esce dalla sfida delle amministrative. Rispetto alle quali tutti i principali commentatori nazionali hanno parlato di una vera e propria debacle dei pentastellati, analisi ridimensionata dal leader Beppe Grillo secondo cui la crescita è lenta, ma costante. Intanto, però, tra le fila del Movimento è già partito lo «scaricabarile»: chi è il responsabile di questa performance deludente? La prima ad essere additata è ovviamente lei, Virginia Raggi, al punto che nelle ultime ore si è parlato di un «effetto Raggi». Nessun commento da parte della prima cittadina della Capitale, che risponde con i fatti: un atto per il decoro cittadino, con l'ordinanza per le fontane storiche, e la richiesta al prefetto di Roma di limitare il numero di migranti. Intanto, il suo entourage risponde puntando il dito sull'altra sindaca pentastellata, la prima cittadina di Torino Chiara Appendino, rimasta immune dalle critiche fino al disastro  di Piazza San Carlo. 

Tensione tra Grillo e Casaleggio
Ma le polemiche investono anche i vertici, i piani più alti, con Beppe Grillo e Davide Casaleggio, secondo quanto riportano le cronache di queste ore, sempre più divisi. I fedelissimi del secondo, come riporta il Giornale, avrebbero addirittura definito il primo «Il casinaro che ha portato a questo crollo, magari prevedibile, ma non per questo ingestibile». Ma Grillo, dal suo blog, risponde: «Gongolate sulla fine del Movimento, ma vi illudete. Noi in crescita, lenta ma costante». Casaleggio, dal canto suo, si chiude dietro un inossidabile silenzio dal suo studio milanese, ripetendo ai suoi – secondo le indiscrezioni del Giornale – che di politica parla Grillo, lui si occupa di organizzazione. Il Giornale parla di un confronto telefonico tra i due leader, soprattutto dopo il tracollo di Genova, confronto che avrebbe visto un Grillo «furibondo» e un Casaleggio più calmo e lucido. Sarebbe proprio la «fazione» di Casaleggio quella più propensa ad annullare il vincolo del doppio mandato e a cambiare strategia: in primis sulle espulsioni, che in termini di popolarità non hanno giovato al Movimento.

Di Maio: non abbiamo fatto calcoli, solo coerenza
Intanto Luigi Di Maio cerca di tranquillizzare gli elettori con un'intervista al Fatto Quotidiano, a cui afferma: «Siamo stati coerenti e non abbiamo fatto calcoli, mentre Pd e Forza Italia hanno fatto le ammucchiate per raccogliere voti. Ma questi partiti si stanno estinguendo, invece noi cresciamo». E aggiunge: «I sondaggi nelle grandi città dicevano già da tempo - ha rilevato - che sarebbe stata complicata per noi. Ma non abbiamo fatto strategie e ci siamo presentati ovunque».

Non è un dato nazionale
«Quello di queste elezioni - ha sostenuto - non può essere un dato nazionale, perché alle Politiche i partiti non potranno fare ammucchiate con le liste civiche. E questo mi rincuora». Di Maio ha spiegato che "nell'ultimo anno i nostri gruppi sono stati assaltati da approfittatori che volevano usarci per entrare nelle istituzioni. Ci siamo dovuti difendere, e questo ha creato tensioni, facendoci perdere tempo ed energie». In queste ultime settimane, ha aggiunto, «ho parlato troppo di legge elettorale e troppo poco di reddito di cittadinanza, il nostro primo obiettivo». In ogni caso Di Maio non vede ripercussioni del voto sulla legislatura. «Temo che ormai si voterà nel 2018 - ha detto - vedo il Pd ringalluzzito. Penso che proveranno a fare una legge elettorale contro di noi. Ma tanto ogni volta che ci provano gli va male. E poi non hanno i numeri».