Ci aspetta una pioggia di emendamenti

Legge elettorale: il testo base è l'Italicum bis, ma Renzi vuole il «verdinellum»

La commissione Affari costituzionali ha partorito il testo base sulla legge elettorale: l'Italicum bis. Che prevede premio di lista al 40%, soglia al 3% e capilista bloccati. Ma il Pd di Matteo Renzi vuole tentare l'azzardo

Il segretario Pd Matteo Renzi
Il segretario Pd Matteo Renzi (ANSA/RICCARDO ANTIMIANI)

ROMA - Un Italicum bis, «corretto». E' questo il testo base sulla legge elettorale partorito dalla commissione Affari costituzionali, che prevede l'estensione al Senato dell'Italicum, come modificato dalla Consulta, al Senato: premio di lista al 40%, soglia al 3%, capilista bloccati. Ma il testo nasce già vedendo la sua fine. Il motivo della sua breve vita è efficamente riassunto dalla specifica di Ettore Rosato ai giornalisti, che sottolinea come il testo base non sia la proposta definitiva del Pd.

La proposta del Pd
Perché la proposta ufficializzata dal Pd sarebbe un sistema che prevede un 50 per cento di proporzionale (con listini bloccati) e un 50 per cento di collegi uninominali con possibilità di coalizione. Dopo aver annunciato che non si sarebbe fatto ostruzionismo, il Pd in serata, dopo la presentazione del testo, ha però fatto sapere che l'ok dei dem non è affatto scontato. Rosato ha quindi specificato che «Martedì alle 11 ci sarà un ufficio di presidenza del gruppo per decidere». Di certo, alla Camera il Pd può contare su una maggioranza schiacciante, perciò dai dem non si può prescindere.

Emendamenti
Quello che ci attende, dunque, è una pioggia di emendamenti per modificare il testo base. In quanto accaduto e accadrà, dunque, è da vedersi la regia del segretario Pd Matteo Renzi. Il quale non sembra disposto a mediare sul proporzionale:  «Via le preferenze, via il maggioritario: così Berlusconi vuole un altro Porcellum. Noi no #avanti» ha infatti twittato Richetti appena uscito dalla stanza del segretario al Nazareno.

L'azzardo di Renzi
La strategia sarebbe dunque quella di forzare sul cosiddetto verdinellum (metà collegi, metà proporzionale con sbarramento al 5). Alla Camera saranno presentati emendamenti per modificare il testo base, poi la prova del nove in Senato. Si cerca un'asse con Lega, Ala e centristi, a cui è stata già proposta un'alleanza col Verdinellum.  Ma cosa accadrebbe se il «azzardo» non riuscisse? La palla passerebbe al capo dello Stato? Il rischio per il Paese è serio: rimanere in una situazione di stallo politico inaccettabile per qualsiasi democrazia matura.