24 febbraio 2020
Aggiornato 19:30
Governo Gentiloni

La Boschi fece pressioni a Unicredit per l'acquisto di Etruria? Lei: «Falso, vado per vie legali»

La sottosegretaria: «Sono stupita per questa ennesima campagna di fango», Salvini: «Subito le dimissioni. Nell'affare banche c'è dentro fino al collo», M5s: «Gravi accuse all'ex ministra»

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ROMA - «La storia di Banca Etruria viene ciclicamente chiamata in ballo per alimentare polemiche. Vediamo di essere chiari: non ho mai chiesto all'ex Ad di Unicredit, Ghizzoni, né ad altri, di acquistare Banca Etruria. Ho incontrato Ghizzoni come tante altre personalità del mondo economico e del lavoro ma non ho mai avanzato una richiesta di questo genere. Sfido chiunque e ovunque a dimostrare il contrario». Lo afferma, con un post sulla sua pagina Facebook, il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Maria Elena Boschi.

Boschi va per vie legali
«E siccome sono stupita per questa ennesima campagna di fango, stavolta ho affidato la pratica ai legali per tutelare il mio nome e il mio onore - continua l'ex ministra per le Riforme -. Chi è in difficoltà per le falsità di Palermo o per i rifiuti di Roma non può pensare che basti attaccare su Arezzo per risolvere i propri problemi».

Salvini: Boschi si dimetta
«Subito le dimissioni della ministra Boschi. Nell'affare banche c'è dentro fino al collo... La Lega non dimentica: che fine ha fatto la nostra richiesta di una commissione d'inchiesta su Bancopoli? Sepolta in un cassetto?». Lo afferma il segretario della Lega, Matteo Salvini.

M5s: da De Bortoli gravi accuse a Boschi
«E' gravissimo quanto scritto da Ferruccio De Bortoli nel suo ultimo libro e riportato oggi da alcuni organi di stampa. Se corrispondesse al vero, il sottosegretario Maria Elena Boschi dovrebbe immediatamente dimettersi». Lo dicono i parlamentari M5S.

Le pressioni per salvare Etruria
«Lo abbiamo sempre detto - rincarano - sul dossier banche e risparmio i conflitti di interessi in seno al governo Renzi hanno minato la sua capacità di intervenire in modo equo e corretto. Adesso la storia delle pressioni sull'ex amministratore delegato Unicredit Federico Ghizzoni, da parte dell'allora ministra per i Rapporti con il Parlamento, affinché Piazza Gae Aulenti salvasse Etruria, la banca di papà Pier Luigi, è la scossa che abbatte un castello di bugie cui non abbiamo mai creduto».

Da Renzi e Boschi solo fandonie
«Non ci siamo mai bevuti la balla dell'ex premier Renzi, secondo cui il suo governo si è sempre comportato in modo sereno sulla questione banche. E men che meno ci siamo bevuti le fandonie della stessa Boschi che diceva di non essersi mai occupata dell'istituto di famiglia. Ha pure mentito di fronte al Parlamento e agli italiani, quando è venuta a rispondere in aula alla nostra mozione di sfiducia. Ci teneva a dirci che non partecipava alle riunioni del Cdm quando si parlava di banche, però poi andava a parlare con Ghizzoni in privato», ricordano i portavoce M5S.

I rapporti con la massoneria
«Dopo aver saputo che Boschi padre si era rivolto a faccendieri della risma di Flavio Carboni per trovare un direttore generale dell'istituto e leggendo, anche sul libro di De Bortoli, dell'influenza di ambienti massonici sulla banca dei Boschi's, non possiamo che ribadire quanto sosteniamo da anni: il governo 'Renziloni' non è adeguato a mandare avanti il Paese in un momento così difficile, anche in considerazione del peso enorme che la sottosegretaria, a colpi di circolari accentratrici, continua ad avere nell'esecutivo attuale», spiegano i parlamentari M5S.

Boschi a casa
«La misura è colma, non ne possiamo più. Di fronte alla crisi in cui versa il mondo del credito, di fronte alle paure dei risparmiatori, di fronte ai drammi degli investitori colpiti dal salva-banche, non è accettabile vedere, secondo quanto si legge, un ministro che utilizza la propria posizione per brigare sottobanco allo scopo di salvare gli affari di famiglia. Boschi vada a casa - chiude il M5S - o faremo di tutto per mandarcela noi. E valuteremo anche possibili azioni sul fronte giudiziario».