19 novembre 2019
Aggiornato 14:30
Il rientro a Bologna

Gabriele Del Grande è stato liberato. L'annuncio a sopresa di Alfano

Dopo 14 giorni di prigionia in un centro di detenzione in Turchia, Gabriele Del Grande è libero. Ad annunciarlo è stato il ministro degli Esteri italiano Angelino Alfano

La foto di Gabriele Del Grande, imostrata durante il congresso della federazione nazionale di stampa italiana,
La foto di Gabriele Del Grande, imostrata durante il congresso della federazione nazionale di stampa italiana, ANSA

ANKARA - Dopo 14 giorni di prigionia in un centro di detenzione in Turchia, Gabriele Del Grande è libero. Il documentarista italiano arriverà a Bologna questa mattina alle 10,15. Ad annunciarlo è stato il ministro degli Esteri italiano Angelino Alfano, che si era attivato dopo i numerosi appelli alla liberazione del regista, il cui arresto immotivato da parte delle autorità di Ankara è ancora senza un perché. «Gli ho parlato adesso, sta tornando in Italia. Ho avuto la gioia di avvisare i suoi familiari. Lo aspettiamo», ha scritto il responsabile degli Esteri su Twitter. «Questa notte il collega ministro degli Esteri Mevlut Cavusoglu mi ha comunicato la decisione. Lo ringrazio» ha spiegato Alfano. Il padre, Massimo Del Grande, ai microfoni di Rainews 24, si è detto commosso: «Cosa vi posso dire? La giornata è cominciata benissimo. Cosa farò quando lo vedrò? Credo che mi metterò semplicemente a piangere». 

1/2 Gabriele Del Grande è libero.Gli ho parlato adesso sta tornando in Italia.Ho avuto la gioia di avvisare i suoi familiari.Lo aspettiamo.

— Angelino Alfano (@angealfa) 24 aprile 2017

10 giorni di detenzione senza  un perché
Del Grande, 34 anni, era stato fermato in Turchia nella zona di Hatay, al confine con la Siria il 10 aprile mentre stava raccogliendo le testimonianze dei profughi per il suo nuovo libro «Un partigiano mi disse». Dopo qualche giorno passato in un centro di identificazione nella zona di Hatay, il giornalista è stato poi trasferito a Mugla. «La sua detenzione è del tutto illegale. Non c’è nessun impedimento giuridico al rimpatrio, è un provvedimento punitivo», aveva dichiarato l’avvocato turco che stava seguendo la sua causa. Il console italiano Luigi Iannuzzi e l’avvocato di Del Grende Taner Kilic erano riusciti ad incontrarlo soltanto il 21 aprile dopo che, in Italia, si erano susseguite le manifestazioni di protesta per la sua detenzione. In quella occasione Del Grande aveva potuto chiamare la sua compagna e ricevere sostegno medico dopo la decisione di intraprendere uno sciopero della fame in segno di protesta.

2/2 Questa notte il collega ministro degli Esteri Mevlut Cavusoglu mi ha comunicato la decisione. Lo ringrazio. #iostocongabriele

— Angelino Alfano (@angealfa) 24 aprile 2017

«Bloccato per impedire che sconfinasse in Siria»
La situazione, fino a ieri, sembrava in stallo. Le autorità turche non avevano fornito risposte ufficiali alla Farnesina, ed era stata formalizzata la «detenzione a fini amministrativi» del giornalista italiano, bloccato «per impedire che sconfinasse in Siria», aveva detto la polizia locale e non in possesso delle autorizzazioni necessarie per operare in una zona di guerra. Nella telefonata alla moglie Alexandra, Del Grande aveva confermato proprio ieri che avrebbe continuato «lo sciopero della fame, iniziato il 18 aprile, fino al momento della libertà. Non mi contestano nulla, ma mi tengono in isolamento. Aiutatemi a tornare a casa», aveva detto.

La felicità di Alfano
Alfano ha raccontato con soddisfazione del «lavoro silenzioso fatto in questi giorni» e della svolta arrivata nella notte. «Sono davvero soddisfatto del lavoro che è stato fatto da tutti e del fatto che Gabriele torni ad essere un uomo libero. Tutto bene quello che finisce bene».