4 aprile 2020
Aggiornato 05:00
'Per evitare referendum non basta aggiustamento'

Fassina: i voucher sono un fallimento, il Jobs act va eliminato

Secondo l'esponente di Sinistra italiana Stefano Fassina, il caos vaucher era largamente prevedibile, e il Jobs Act, che ha dimostrato il suo fallimento, va eliminato

ROMA - Non si arresta la polemica sui vaucher, e questa volta a parlare è Stefano Fassina di Sinistra Italiana. Che contesta al governo Gentiloni il clima di «sopresa» per gli ultimi dati sul mercato del lavoro, che invece a suo avviso erano largamente prevedibili. «Sulla valanga di voucher generati dal JobsAct, il governo fa finta di trovarsi di fronte a un evento inaspettato e imprevedibile, mentre è stato facilmente e largamente previsto. Come è stato previsto il costosissimo (circa 18 miliardi di euro) effetto effimero dei contratti a cosiddette tutele crescenti e l'impennata dei licenziamenti per giustificato motivo", afferma.

Riforma liberista
«Quella che è stata raccontata dall'ex presidente del Consiglio e dalla sua corte - prosegue l'esponente della sinistra - come 'la riforma più di sinistra' si è rivelata in pochi mesi nella sua natura liberista, finalizzata alla precarizzazione e svalutazione del lavoro. Ora non basta qualche aggiustamento a margine per evitare i referendum: il JobsAct va eliminato. In un Paese normale - conclude Fassina - i protagonisti politici e tecnici dovrebbero assumersi le responsabilità del fallimento».

Abolire i voucher
Dello stesso avviso Arturo Scotto, capogruppo dei deputati di Sinistra Italiana, che afferma: «Sembra che il Governo voglia mettere mano ai voucher per evitare il referendum promosso dalla Cgil. Se così fosse, la strada sarebbe una sola: abolirli. E noi la sosterremmo in Parlamento e nel Paese».  «Se invece dovessimo trovarci di fronte a un puro e semplice tentativo di maquillage normativo, volto esclusivamente a perseguire l'obiettivo di aggirare le urne, si tratterebbe - prosegue - di un'inaccettabile mistificazione. Uno scippo della volontà popolare che vedrà la ferma opposizione di Sinistra italiana».

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