8 dicembre 2019
Aggiornato 08:30
Governo Gentiloni

Risorge il ministero dello Sport: ecco perché

Il governo «fotocopia» di Paolo Gentiloni ha sì una differenza con quello di Matteo Renzi: il ritorno del dicastero guidato per l'ultima volta da Josefa Idem, affidato al braccio destro dell'ex sindaco di Firenze, Luca Lotti

ROMA – Il governo «fotocopia» di Paolo Gentiloni ha sì una differenza con quello di Matteo Renzi: il risorto ministero dello Sport affidato al braccio destro dell'ex sindaco di Firenze, Luca Lotti.

Il mondo dello sport accoglie Lotti
Lotti non è un parvenu del settore, da tempo ha seguito tutti i dossier sportivi più significativi per conto dell'ex premier dalla riforma della legge Melandri, alle elezioni della Figc, passando per i rapporti con Giovanni Malagò. Proprio il presidente del Coni è stato fra i primi a gioire per la nomina di Lotti: «Siamo contenti che abbia preso la delega allo sport, perché in questi anni ci ha sempre seguito e ha avuto molta attenzione nei nostri confronti. Siamo grati per quello che ha fatto, il mio giudizio è molto obiettivo», ha detto. Anche il numero uno del calcio italiano ha accolto la notizia con «grande soddisfazione», ha detto Tavecchio aggiungendo: «È un grande appassionato di calcio e sono convinto che sia la persona giusta per proseguire nell’opera di sostegno e di sviluppo già iniziata dal precedente governo».

La Ryder Cup
Come ha fatto notare Il Fatto Quotidiano però, il più felice di tutti potrebbe essere Franco Chimenti, il presidente della Federgolf che sta lavorando da mesi per recuperare i 97 milioni di garanzia per la Ryder Cup di golf. La somma era stata stralciata dalla legge di Bilancio, «dalla quale Chimenti ha comunque ottenuto 60 milioni cash, scoperti da Il Fatto Quotidiano, per uno dei più grandi eventi di golf al mondo che l’Italia ospiterà nel 2022», ha scritto il quotidiano di Marco Travaglio.

Diritti tv e nuovi impianti
Poi ci sono ancora almeno due dossier che poco c'entrano con un governo di transizione ma che invece possono attrarre gli appetiti di molti: la riforma dei diritti tv e i finanziamenti per gli impianti sportivi. Lotti da tempo segue il rinnovo della legge Melandri che punta a una redistribuzione più giusta fra le squadre di calcio del miliardo frutto dei diritti tv: la norma giace da mesi in commissione e non è stata calendarizzata, quindi non dovrebbe diventare operativa sulla prossima asta in programma durante la primavera, quella che assegnerà i diritti per il triennio dal 2018 al 2021. Infine ci sono quei 100 milioni per gli impianti sportivi promessi da Renzi a ottobre: si tratta di finanziare 183 progetti da realizzare nelle zone disagiate del Paese. Una promessa a cui tengono molto Luca Pancalli, del Comitato paralimpico italiano, Tavecchio, e il presidente della federvolley Lucio Magrì.