13 agosto 2020
Aggiornato 06:30
Le consultazioni «parallele»

Consultazioni, Padoan e Franceschini da Renzi. L'ira di Brunetta: «Scorrettezza istituzionale»

Le consultazioni «parallele» tenutesi a Palazzo Chigi, con Padoan e Franceschini a colloquio con Renzi, per FI sono una scorrettezza istituzionale

Il premier dimissionario Matteo Renzi.
Il premier dimissionario Matteo Renzi. Shutterstock

ROMA - Mentre al Quirinale procedevano le consultazioni del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, il ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan e il ministro dei Beni Culturali Dario Franceschini hanno incontrato a palazzo Chigi il premier dimissionario Matteo Renzi.

Brunetta: scorrettezza istituzionale
Consultazioni «parallele» che hanno suscitato l'ira delle opposizioni, che le considerano una sorta di invasione di campo ai danni del Capo dello Stato. «Matteo Renzi asserragliato a Palazzo Chigi continua sue consultazioni parallele. Scorrettezza istituzionale e costituzionale. Vada a casa», scrive su Twitter Renato Brunetta.

A Palazzo Chigi la delegazione Pd
Intanto, è arrivata intorno alle 14 a Palazzo Chigi da Matteo Renzi la delegazione del Pd che nel pomeriggio si recherà al Quirinale per le consultazioni. Sono presenti il vicesegretario Lorenzo Guerini, il presidente Matteo Orfini e i capigruppo di Camera e Senato Ettore Rosato e Luigi Zanda.

Minoranza Pd: ci vuole discontinuità
La minoranza Pd sembra invece non apprezzare candidati alla successione di Renzi, come il papabile Gentiloni, che non rappresentino una vera discontinuità. «Senza discontinuità il Pd è destinato a sconfitta», ha affermato in una dichiarazione il leader della minoranza Pd Roberto Speranza. «Se il Pd fa finta di non vedere la lezione arrivata dal voto del referendum - ha messo in guardia Speranza- si sconnetterà definitivamente dal suo popolo». E ha puntualizzato: «Oltre ad una legge elettorale capace di superare le storture dell'Italicum, serve una svolta su alcune questioni sociali fondamentali. Dalla scuola al lavoro, dalla lotta alla povertà alla sanità, abbiamo bisogno di comprendere il messaggio inequivocabile arrivato dai cittadini e cambiare radicalmente rotta». Per il leader della minoranza dem, «Questo va accompagnato ad una più generale discontinuità nella quotidiana gestione del potere a cui siamo apparsi in questi mesi troppo direttamente legati».