23 marzo 2019
Aggiornato 13:30
Catastrofi naturali

Terremoto, ancora una forte scossa nelle Marche

Intorno all'1:35 di questa notte si è verificato un sisma di magnitudo 4.8, durato diversi secondi, con epicentro in provincia di Macerata, avvertito fino a Roma. L’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv) ha registrato 75 scosse dalla mezzanotte di ieri

ROMA – Ennesima forte scossa di terremoto in centro Italia: intorno all'1:35 di questa notte si è verificato un sisma di magnitudo 4.8, durato diversi secondi, con epicentro in provincia di Macerata, avvertito fino a Roma. L’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv), che ha registrato l'evento, ha comunicato che la terra ha tremato 75 volte durante la notte con scosse di magnitudo inferiori a 3,2. Al momento non vi sono da segnalare nuovi crolli, anche se verifiche più approfondite verranno eseguite in mattinata. Molte le persone che hanno preferito passare la notte in auto, per non abbandonare i loro paesi. Si pensi che nelle sole Marche sono registrati 20mila sfollati, ma altre 10mila persone non hanno fatto nessuna richiesta di aiuto e hanno preferito presidiare il territorio vivendo in auto o in camper.

Le difficoltà della Protezione civile
L'opera di verifica di agibilità di edifici pubblici e privati, portata avanti dagli uomini della Protezione civile sta proseguendo con difficoltà a causa del susseguirsi delle scosse, ma anche per mancanza di personale rispetto al gran numero di strutture danneggiate. Per questo il capo della Protezione civile ha inserito nella sua ultima ordinanza una norma per consentire «a Regioni e Comuni, per la durata dello stato emergenziale, di avvalersi di tecnici di altre pubbliche amministrazioni in possesso dei necessari requisiti professionali». Nelle Marche sono 108 i comuni che hanno danni «significativi» oltre 200 le aree interdette. In Umbria più di 20 con il centro storico di Norcia, Cascia e Preci dove è vietato entrare.

Delrio, la ricostruzione può costare 100 miliardi
Per quanto riguarda la ricostruzione, il ministro Graziano Delrio intervenendo ad Agorà su Raitre ha spiegato che «ci vogliono tanti soldi» perché sulla prevenzione «abbiamo investito poco negli ultimi 20 anni». Parlando di cifre Delrio ha detto: «C'è chi stima 100 miliardi, dipende dalle priorità» ma «il lavoro può essere progressivo con 4-7 miliardi l'anno». Per il titolare delle Infrastrutture si tratta di cifre «possibili perché «noi spendiamo più di 4-5 miliardi anno per riparare il dissesto idrogeologico, dobbiamo spendere invece per prevenire. Lo Stato deve esser presente con tutte le risorse necessarie».