28 febbraio 2020
Aggiornato 07:00
Tutti contro Salvini

Lega Nord, Bossi e Maroni attaccano Salvini. Ma lui rilancia e progetta la nascita di un nuovo partito

Sul segretario del Carroccio piovono le critiche di Umberto Bossi e Roberto Maroni. Ma il leader della Lega Nord non si scompone e persegue le sue battaglie, annunciando anche la nascita di un «nuovo soggetto» politico

ROMA – C'è maretta nella Lega Nord. Tra il segretario del Carroccio, Matteo Salvini, e il governatore della Lombardia, Roberto Maroni, di questi tempi non corre buon sangue. Quest'ultimo ha rilasciato ieri un'intervista a La Stampa puntando, nuovamente, il dito contro il suo (?) leader. Ma Salvini non si lascia intimidire e rilancia, con un'altra intervista su Libero, annunciando la nascita della sua nuova creatura politica.

Le critiche di Bossi e Maroni
Piovono critiche sul leader della Lega Nord. Dopo quelle di Umberto Bossi, all'indomani della sconfitta della cancelliera Angela Merkel nelle elezioni regionali in Meclemburgo Pomerania arrivano anche quelle di Roberto Maroni. Il governatore della Lombardia ha puntato il dito contro Matteo Salvini durante un'intervista rilasciata a La Stampa nelle scorse ore, criticando duramente le parole del segretario del Carroccio e l'alleanza con il Front National. «Su alcune questioni abbiamo opinioni differenti», sottolinea Maroni.

Le differenze con il Front National
Secondo il governatore, Marine Le Pen teorizza lo Stato nazione, lo vuole rafforzare, mentre la Lega non è mai stata favorevole all'accentramento dei poteri del governo centrale. Anzi, lo ha sempre combattuto. «Tatticamente siamo alleati e va bene, ma il disegno strategico è diverso», prosegue Maroni. E conclude così: «Ora, se si vuole seguire il lepenismo e il rafforzamento del centralismo statale, allora per coerenza si dovrebbe votare 'sì' al referendum costituzionale».

L'intervista a Libero
Ma Salvini non si scompone e nelle stesse ore rilascia un'intervista a Pietro Senaldi di Libero Quotidiano. Il leader della Lega Nord non risponde alle critiche che gli sono state rivolte, ma affronta a tutto campo i temi caldi del momento: dall'immigrazione all'euro. «Sono entrambi problemi generati dalla cattiva Europa e da governi italiani venduti e incapaci», sottolinea il segretario del Carroccio e ne approfitta per spiegare la natura dell'alleanza strategica con il Front National: «Con la Le Pen condivido una battaglia, ma è ovvio che siamo diversi, ognuno mantiene le proprie specificità».

Le battaglie della Lega Nord
In particolare, spiega Salvini, «la Le Pen è centralista, la Lega è federalista». Non a caso una delle prossime battaglie chiave della Lega Nord sarà quella «per l' eliminazione dei prefetti, che sono un' istituzione non democratica, che ultimamente è preposta solo a riempire le città di profughi per conto del governo». Per il segretario del Carroccio, alla luce degli ultimi risultati delle elezioni tedesche che hanno sancito la sconfitta della Cancelliera,«l'UE è allo sfacelo e il mondo è cambiato. Hofer vincerà e farà il referendum per uscire dall' Europa. Vorrei un giorno li potesse fare l' Italia».

La nascita di un nuovo partito
Ma Salvini ha in mente soprattutto la battaglia per la leadership del centrodestra italiano. E in patria non è disposto a venire a patti con i moderati per ottenerla. La sua strategia è piuttosto quella di strizzare l'occhio al Sud del paese, per conquistare voti nel Mezzogiorno. «Quella del Sud è una campagna lunga ma qualche valido esponente locale sta emergendo. Certo, non ci possiamo presentare laggiù come Lega Nord», ha sottolineato il segretario del Carroccio. E la risposta a questo problema è una nuova creatura politica: Salvini sta lavorando alla creazione di «un soggetto nuovo, federalista, autonomista e identitario, gemellato alla Lega» capace di catalizzare l'attenzione (e i voti) di tutto l'elettorato nazionale.