24 maggio 2022
Aggiornato 14:30
«Può diventare tra le principali metropoli del mondo»

Renzi da Sala: «Dopo la Brexit porteremo a Milano le istituzioni della City»

Per il presidente del Consiglio Matteo Renzi la Capitale d'Italia è ovviamente Roma, ma Milano è la capitale economica del Paese. E, dopo la Brexit, le si aprono grandi opportunità

MILANO - Per il presidente del Consiglio Matteo Renzi la Capitale d'Italia è ovviamente Roma, ma «Milano è la capitale economica del Paese e di tante cose, dei valori e del volontariato, delle opportunità non solo legate al post-Brexit». Da Palazzo Marino insieme al nuovo sindaco, Giuseppe Sala, e alla sua Giunta, Renzi ha esaltato il ruolo di Milano come punto di riferimento non solo economico: perché il capoluogo lombardo - ha detto - ha tutti gli elementi per essere tra le principali metropoli del mondo.

Il Governo al fianco di Milano
Proprio per questo, Milano «ha il diritto e il dovere di avere il Governo al suo fianco». Come fatto in mattinata durante una intervista radiofonica, il capo del governo ha precisato che questa disponibilità dell'esecutivo è «totale per tutti i Comuni» indipendentemente dal colore politico, ma in cambio Palazzo Chigi chiede «un atteggiamento molto concreto come quello di Sala». Renzi ha infine dato appuntamento a Palazzo Marino per l'inizio di settembre quando verrà definito un vero e proprio «patto» con il Comune di Milano e ha aggiunto che spera di venire anche per la posa della prima pietra dei lavori contro le esondazioni del fiume Seveso.

Il patto
Un patto che dia «una mano», a fronte di impegni e progetti precisi. "E' un segnale molto valido - ha detto il capo del governo a palazzo Marino - nel quale deve essere chiaro chi fa che cosa, con quali tempi e risorse». L'ex commissario di Expo ha parlato del patto come di uno strumento che consentirà al Comune di far la propria parte e al Governo di offrire un aiuto, laddove l'amministrazione milanese mostrerà di essere capace, per esempio con il progetto di prolungamento della metropolitana.

Milano nuova City dopo la Brexit
Ma il premier si è spinto oltre: perché a Rtl 102.5 ha spiegato che il governo proverà a portar a Milano le autorità Ue con sede a Londra, in primis le istituzioni finanziarie e sanitarie della City. L'intento è quello di dare prestigio al capoluogo milanese, attraendo in Italia talenti e cervelli. 

Occasioni per i giovani inglesi
«È chiaro che il dato di fatto della Brexit porta a un rallentamento dell'economia europea - ha aggiunto - ma sul medio periodo farà molto più male a loro che a noi».Il premier ha spiegato il suo impegno a studiare soluzioni per portare i giovani ragazzi inglesi a prendere il passaporto italiano, «se vengono a studiare alla Bocconi, o al Politecnico, o all'Università di Milano».E ha aggiunto: «Mi piace l'idea che possano avere, dopo due o tre anni, la possibilità di rimanere europei. Stiamo studiando soluzioni anche di questo genere, ne parleremo con Beppe Sala, anche perché Milano ha delle carte straordinarie da giocare».

Proteste
Ma la visita del premier a Milano è stata accompagnata anche dalle proteste: poco più di una cinquantina di giovani contestatori hanno inscenato una protesta in via San Vittore, nei pressi del Museo della Scienza e della Tecnologia dove a mezzogiorno era atteso il presidente del Consiglio. I manifestanti, appartenenti a quanto risulta ai centri sociali, hanno percorso via San Vittore allontanati dalle forze dell'ordine che presidiano la via. Il tutto è durato poco più di una ventina di minuti. Al centro della protesta soprattutto la questione dei migranti, che in questi giorni sta tenendo banco a Milano. Il premier è atteso al museo intorno a mezzogiorno dopo l'incontro a Palazzo Marino con il sindaco Giuseppe Sala.

(Fonte Askanews)