25 giugno 2019
Aggiornato 05:00
Oltre al sindaco, indagate altre 4 persone

Pizzarotti indagato, ma il sindaco a 5 stelle si dice «tranquillo»

Il sindaco grillino e l'assessore alla Cultura di Parma sono indagati, insieme a tre membri del cda del Teatro Regio, per le nomine del direttore generale del teatro e della consulente per sviluppo e progetti speciali

PARMA – Il sindaco di Parma, Federico Pizzarotti, e l'assessore alla Cultura, Laura Ferraris, risultano indagati per abuso d'ufficio per la nomina a direttore generale del Teatro Regio di Anna Maria Meo e di Barbara Minghetti a consulente per sviluppo e progetti speciali. A riportare la notizia è la Gazzetta di Parma, secondo cui sarebbero coinvolti nell'inchiesta anche gli altri membri del consiglio di amministrazione del Teatro, Giuseppe Albenzio, Silvio Grimaldeschi e Marco Alberto Valenti.

Il sindaco «tranquillo»
Pizzarotti sul suo profilo Facebook si dice «tranquillo», perché «è un atto dovuto che rispetto pienamente». Non si tratta di un fulmine a ciel sereno per il primo cittadino che, infatti, spiega come fosse già emerso che ci fossero indagini in corso «in ragione degli esposti del senatore Pd Pagliari. Sarà utile per chiarire la vicenda, con la Procura consueto atteggiamento collaborativo». Pizzarotti mette subito in chiaro che non si presterà al gioco mediatico della polemica: «Dico sin d'ora che non entrerò nella polemica politica dei botta e risposta, non utile a chiarire ma solo a confondere i cittadini e allontanarli dalla politica». E precisa: «Andiamo avanti, il mio impegno continua senza esitazione».

Le dimissioni di Fontana e la «ricognizione esplorativa»
Nel 2014 Carlo Fontana si dimetteva dal suo incarico di amministratore del Teatro Regio e il Comune di Parma apriva una «ricognizione esplorativa» per trovare il suo sostituto. Veniva appositamente costituita una commissione di tre esperti, chiamata a giudicare le candidature composta dal sovrintendente della Fenice di Venezia, Cristiano Chiarot, Antonello Zangrandi, ordinario di Economia delle aziende pubbliche dell’Università di Parma, e Alberto Nodolini, a lungo direttore artistico di Vogue.

L'esposto alla Procura
È il senatore del Partito Democratico Giorgio Pagliari a denunciare l'«interferenza» dell'assessore Ferraris. Di circa trenta domande, rimangono in piedi sette curriculum ineccepibili che presto vengono bocciati senza spiegazione. La scelta di Pagliari di procedere all'esposto in Procura arriva nel momento in cui, a pochi giorni dall'insuccesso della «ricognizione esplorativa», arrivano la nomine di Anna Maria Meo e quella di Barbara Minghetti. Per il sindaco Pizzarotti, il bando per la «ricognizione esplorativa» era una manifestazione di interesse, non un vero e proprio bando. La Procura vuole vederci chiaro e ipotizza l'accusa di abuso d'ufficio per le nomine di Meo e Minghetti: «In seguito alla denuncia su una vicenda che ebbe un notevole risalto anche sulla stampa perché sembrò poco lineare, c'è stata l'iscrizione nel registro degli indagati. Stiamo procedendo per fare luce su questa vicenda», spiega il procuratore capo di Parma Antonio Salvatore Rustico.

Pagliari: M5S predica bene e razzola male
Pagliari sottolinea le motivazioni che l'hanno spinto alla denuncia, riscontrabili nella ««svendita» del ruolo, del prestigio e soprattutto della storia del Teatro Regio di Parma e la sottovalutazione della necessità di rilanciare e qualificare la stessa struttura in funzione del festival Verdi, che ha una potenzialità per Parma, la provincia e per il paese». Non mancano gli attacchi all'amministrazione grillina: la vicenda di Pizzarotti è «emblematica del modo in cui l'amministrazione 5stelle applica i principi della trasparenza, della buona amministrazione e dell'imparzialità», spiega il senatore Pd. «Della serie – aggiunge –: predico bene e razzolo male».

Le reazioni della politica
Dura la reazione della politica. Giorgia Meloni, sul suo profilo Facebook, scrive che «la stragrande maggioranza delle amministrazioni a cinque stelle oggi è nei guai. Colpa dei magistrati o conclamata incapacità di governare?». E la candidata al Campidoglio richiama così all'attenzione gli ultimissimi fatti di cronaca che vedono un altro sindaco grillino coinvolto in un'inchiesta: Filippo Nogarin, primo cittadino di Livorno, è finito sotto indagine per l'inchiesta sulla gestione i rifiuti in città, con la stessa accusa di abuso d'ufficio. Anche il senatore di Forza Italia Maurizio Gasparri commenta la vicenda: «Per fortuna i grillini hanno pochi sindaci, perché stanno realizzando una percentuale di indagati che tende al 100 per 100». Si dice garantista e crede nella presunzione di innocenza fino a sentenza definitiva, il senatore Fi, e per questo evidenzia come l'atteggiamento dei pentastellati risulti sempre più incoerente: «Sono loro che hanno chiesto la fucilazione e le dimissioni di chiunque sia stato anche solo sfiorato da un sospetto o da un'indagine». Dal Pd parla il senatore Stefano Esposito, che provoca il Movimento in attesa di risposte: «Prima Quarto, poi Livorno, ora Parma. Noi siamo sempre garantisti, voi cari grillini? Che fate? Espellete, fate finta di niente, ve ne state zitti? Restiamo in attesa di sapere se Di Battista e Di Maio oggi sono in versione garantista o no...». Parla di «flop» a 5 Stelle, Esposito, che aggiunge come il problema dei grillini oggi non siano le inchieste quanto piuttosto la loro «incapacità amministrativa».