17 giugno 2019
Aggiornato 07:30
Il leader della Lega Nord a Radio anch'io su scelta Marchini

Elezioni Roma, Salvini a Berlusconi: E' passato il tuo tempo

Se per Silvio Berlusconi l'alleanza con Alfio Marchini non rappresenta affatto una rottura con gli alleati Meloni e Salvini, per il segretario del Carroccio non ci sono dubbi: quella con il costruttore è «una frittella di vent'anni fa»

ROMA - «Come non si è consumata la rottura... prima mi tiri il caffè in faccia e poi dici che non è rottura?». A dirlo è il leader della Lega Nord Matteo Salvini, che, intervenendo a Radio anch'io, ha commentato la scelta di Alfio Marchini da parte di Silvio Berlusconi quale candidato a sindaco di Roma.

In politica come nel Milan
Matteo Salvini ci va giù pesante e continua ad attaccare l'ex premier. Berlusconi dice tante cose, «ha fatto tanto ma il tempo passa per tutti. Non puoi raccontare le stesse cose per venti anni», ha rilevato Salvini. Il leader della Lega non manca di azzardare un parallelismo calcistico, spiegando che da tifoso milanista, l'estate scorsa, Berlusconi «mi aveva detto che eravamo uno squadrone e che saremmo stati competitivi per lo scudetto. Ora si vede che disastro è il Milano, quindi...».

Con Marchini frittella di venti anni fa
Il segretario del Carroccio ribadisce la gratitudine per tutto quello che il leader azzurro ha fatto privatamente, politicamente e sportivamente. In politica estera, ad esempio, l'ex Cav «vale dieci volte Renzi», ma il tempo passa per tutti e «non puoi raccontare le stesse cose per vent'anni». L'alleanza stipulata nella giornata di ieri tra Silvio Berlusconi e il costruttore romano Alfio Marchini è «una frittella di vent'anni fa: Berlusconi con Casini e Fini». Comunque, ha chiarito Salvini, Berlusconi non è un moderato, «lo è nelle urne ma lì di voti ne prende pochi».

«Nessun patto del Nazareno»
La scelta di Alfio Marchini al posto di Guido Bertolaso come candidato al comune di Roma non rappresenta una riedizione del patto del Nazareno tra Silvio Berlusconi e Matteo Renzi, è una cosa che «non ha nulla di più lontano dal vero». A dirlo con fermezza, per tentare di stroncare ogni polemica, è il leader di Forza Italia intervenendo a Radio anch'io. Silvio Berlusconi spiega come «l'avvento di Renzi al governo sia stata una cosa non democratica». Il premier sarebbe a capo di un governo che sta in piedi con il voto di sessanta senatori eletti nel centrodestra, che hanno «tradito il mandato e sono la stampella di un governo illegittimo, abusivo, contro la Costituzione e contro il voto del popolo».

Berlusconi: nessuna rottura 
Oggi, come spiega l'ex premier, è necessario mettere fine ad una situazione di emergenza democratica e la decisione di Forza Italia di convergere su Alfio Marchini si inserisce perfettamente in questa idea politica. Anche perché, ha aggiunto, «il centrodestra l'ho inventato io e non c'è mai stata una alleanza così». Berlusconi ha aggiunto dicendo che non si sarebbe aspettato «tanta durezza» da Matteo Salvini e Giorgia Meloni. Non ha mai praticato durezza nei confronti degli alleati, spiega. D'altronde «già in altre città andiamo divisi ma si tratta di amministrative». Se si resta divisi a livello nazionale non si avrà la possibilità di contrastare la sinistra e di vincere le elezioni politiche. «Resteremo ininfluenti consegnando il Paese alla sinistra». Cerca quindi di smorzare i toni, il leader azzurro sottolineando come la scelta di Marchini non segni alcuna rottura con gli alleati Meloni e Salvini a livello nazionale.