22 febbraio 2020
Aggiornato 17:30
Leader della Lega contro il Pontefice

Immigrazione, Salvini: «Altro che 'dono', ci costano 3,3 miliardi»

Nuovi sbarchi sulle coste italiane e tanti altri previsti a breve: Matteo Salvini attacca la politica di accoglienza del Santo Padre, che considera «dono» l'arrivo dei migranti

ROMA - «Se non fossimo di fronte ad una tragedia, mi verrebbe da ridere». Matteo Salvini – in un'intervista ad Affaritaliani – torna ad attaccare il Papa – come già aveva fatto sabato scorso in occasione dell'arrivo del Santo Padre a Lesbo – per le parole di accoglienza spese nei confronti dei migranti. «Siete un dono, non un peso», dice Francesco, alimentando la rabbia e il disappunto del segretario della Lega Nord.

A guadagnarci solo le cooperative
Matteo Salvini non ci sta, torna ad attaccare il Santo Padre e la politica sconsiderata di un'Europa cieca di fronte all'«invasione». Più che un dono per gli italiani, i migranti sarebbero da considerarsi come un dono per le cooperative, secondo il leader della Lega Nord. Chiaro il riferimento ai sistemi scoperchiati dalla magistratura, dalle cooperative di Salvatore Buzzi a Roma alla gestione dei migranti del Cara di Mineo in Sicilia. Sulla disperazione di chi scappa da fame e guerra hanno costruito un impero in tanti, troppi in Italia.

3,3 miliardi dall'Italia
«L'anno scorso ci sono costati, come Italia, 3,3 miliardi di euro (parola di Renzi), l'Europa ha garantito più di 3 miliardi di euro e un'altra tranche di 3 miliardi; e poi non sono un peso?», chiede ancora il leader del Carroccio. Le parole di Matteo Salvini arrivano in seguito alle preoccupanti informazioni secondo cui una nuova grande ondata di migranti starebbe per arrivare sulle coste italiane: «Tutto questo rispetto a numeri di arrivi che stanno esponenziandosi», spiega Salvini. Ad avallare il discorso del segretario della Lega è il vice presidente del Senato Roberto Calderoli: «Questi sono appelli che non fanno altro che incentivare le partenze con i barconi, che, purtroppo, a volte finiscono tragicamente con i lutti degli innocenti».