23 ottobre 2019
Aggiornato 14:00

Comunali, Meloni: «Sarò in campo fino alla fine. Ecco le mie proposte per Roma»

La candidata sindaco di FdI e Lega Nord ha concesso una lunga intervista su #Corrierelive. Eccola

ROMA - La candidata sindaco di Fdi e Lega Nord, Giorgia Meloni, è intervenuta su #Corrierelive ed ha affrontato molti temi caldi della sua campagna elettorale: dal rapporto con Berlusconi al suo programma per Roma.

Meloni: Sarò in campo fino alla fine
«Qualcuno ancora te lo chiede ma: si, sono in campo, e sono in campo fino alla fine. Queste prime due settimane di campagna elettorale ci rendono ottimisti, vale la pena fare questa partita fino alla fine», così ha esordito a #Corrierelive Giorgia Meloni, candidata sindaco di Fdi a Roma. Le hanno chiesto se Alfio Marchini possa essere il candidato unificatore del fronte del centrodestra a Roma e lei ha risposto: «Dipende da come lui si vuole collocare, visto che Marchini è una figura un po' particolare. E' una persona che io vedo più al centro, guarda a volte più a destra, a volte a sinistra, a seconda della situazione, quindi il suo è un caso un po' particolare.»

"Farò il possibile per pacificarmi con Silvio"
Giorgia Meloni farà il possibile per ricucire il suo rapporto con Silvio Berlusconi? «Non so quanto posso fare, le cose si fanno in due. Tutto quello che posso fare lo farò", ha risposto ancora la candidata di Fdi a Roma, intervistata a #Corrierelive. «A volte sembra che sia mal consigliato», ha aggiunto Meloni. «Intendo comunque avere dei contatti con lui nei prossimi giorni».Giorgia è comunque pronta ad aprire la sua squadra da sindaco alle competenze di Guido Bertolaso: «Si sappia che la squadra la si sta ancora pensando e c'è tutto lo spazio di prendere tutte le persone più adatte con le competenze migliori. Non ho particolari offerte da fare. Diventa fastidioso per le persone, anche viste le dichiarazioni di Bertolaso di ieri che andrebbe avanti anche senza Forza Italia, non voglio mettere in campo proposte che potrebbero suonare complesse. Io, tuttavia, sarei disponibile ad arricchire l'esperienza di Giorgia Meloni sindaco con le competenze di Guido Bertolaso».

"La prima cosa che farei da sindaco è sistemare le strade"
Dopo aver affrontato la questione dei rapporti con l'ex Cav e con l'ex numero uno della Protezione Civile, Meloni passa al suo programma elettorale.«La prima cosa che farei da sindaco: cambiare la manutenzione delle strade. Sembra poco, ma per la città è fondamentale. Roma è come un museo a cielo aperto con i maiali e i piccioni che passeggiano tra i quadri. Prima di fare la mostra successiva devi sistemare il museo, e Roma è una città dove i cittadini si ammazzano sulle strade dissestate», ha annunciato la candidata sindaco.

"Tronca ha accettato la mia proposta"
«Sono contenta che il prefetto Tronca abbia dato ieri il via su una mia proposta, cioè il mobilitare risorse private per sistemare le strade - ha aggiunto Meloni - anche con i consorzi di commercianti, evitando di buttare i soldi». Da sindaco «vorrei andare a vedere come si riempiono le strade. Roma sotto è vuota, e se non la riempi per bene, poi frana, come abbiamo visto a Centocelle».L'ex sindaco Marino «ha lavorato negli ultimi tre anni con le somme urgenze e gli affidamenti diretti - ha fatto notare Meloni - dove è più facile che si annidi la corruzione e infatti hanno appena arrestato alcuni dirigenti del Comune che lavoravano su questo. La mia risposta sono piani triennali e gare pubbliche».

"Il governo gode di pessima salute"
«Non so se per la sfiducia, quanto per le elezioni amministrative, credo che il governo Renzi goda di pessima salute in questo momento e lo racconta lui stesso. Nel racconto renziano, quando lui tira fuori una boutade, è perché è in difficoltà. Ha tirato fuori questi 80 euro sulle pensioni, sono le cose che tiene in tasca sapendo che ci sarà consenso perché è consapevole che la sua condizione sia più grave di quanto sembri», ha proseguito la candidata sindaco a #Corrierelive.

"Le elezioni fanno paura a Renzi"
«Credo che le elezioni amministrative facciano paura a Renzi. Credo che questo sia il motivo per cui, prima della questione trivelle, aveva detto che il referendum su di lui si faceva dopo, con il referendum costituzionale, dove per lui è più facile giocarsi una partita sulla comunicazione. Questo serve a lui a non far calcolare il voto sulle elezioni amministrative. Se Renzi non si gioca la partita a Milano, non vince a Roma, qualche domandina se la dovrebbe fare. Ma lui è cintura nera di distrazione di massa», ha sottolineato la Meloni.

"Non è mai stato eletto dagli italiani"
Renzi, ha accusato ancora la candidato sindaco «non è mai stato scelto dagli italiani e deve il suo consenso presunto alle elezioni europee, in cui ha preso un'ottima percentuale. Allora deve valere lo stesso principio: se alle elezioni successive gli elettori non votano per te, devi prendere in considerazione in fatto che stai usurpando il trono. Mi ha fatto molto riflettere che in una recente Direzione del Pd Renzi abbia detto, parlando di Bersani, "Io so come si fa a non governare con Verdini, bisogna vincere le elezioni e noi nel 2013 le abbiamo perse - ha spiegato la leader di FdI -. In una nazione normale quando perdi le elezioni non governi, qualcuno a Renzi lo dica che ha praticamente detto che lui fa il presidente del Consiglio senza avere il voto degli italiani per farlo, e per questo lo fa con il voto dei parlamentari di Bersani e di Berlusconi. Va bene che tu sei nato così, ma ancora noi crediamo che la democrazia sia una bella cosa».

"Renzi e Alfano hanno paura di perdere"
Renzi e Alfano «hanno paura di perdere» la competizione elettorale amministrativa. E' per questo che «stanno studiando a tavolino la strada migliore per falsare il risultato delle elezioni, se necessario giocando sul tema dell'astensionismo".  La data del 5 giugno «è infame - ha protestato Meloni - arriva dopo 4 giorni di ponte, Angelino Alfano ci manda a dire che chi fa il ponte è ricco, ma uno non può neanche fare una scampagnata». Mettere le amministrative di città importantissime in quella data, secondo Meloni, «equivale a dire che voglio fare in modo che gli elettori meno convinti non lo facciano. Penso che sia una cosa che va combattuta perché, quando c'è già il 40% dell'astensionismo, il problema te lo devi porre perché è un problema tuo e di tutta la politica».

"Fateci sapere la data delle elezioni"
«Non capisco perché non si possa votare il 29 maggio, anche perché si arriverebbe, con il ballottaggio, al 19 di giugno che per una città come Roma dove c'è il mare, è un modo per allontanare la gente», ha aggiunto. Poi la candidata ha rivolto al governo tre richieste ufficiali: «Primo - ha sottolineato - fateci sapere quando si vota perché ci dobbiamo organizzare, visto che bisogna presentare le liste 40 giorni prima. Secondo, non vogliamo votare il 5 giugno. Terzo, nel caso in cui il governo si impuntasse, fate votare anche il 6 mattina, il lunedì mattina, non togliete questo diritto ai cittadini».

"Renzi e M5S? Due facce della stessa medaglia«
"Non mi sento rappresentata dai Cinque stelle. Non li considero dissimili da Renzi sulle questioni generali. Se mi fossi sentita rappresentata da Virginia Raggi, non mi sarei candidata. Se considerassi un bipolarismo possibile quello che abbia due facce della sinistra, cioè Renzi e Cinque Stelle, smetterei di fare politiche»
, ha detto la candidata sindaco. «Lavoro perché venga rappresentata anche l'altra metà campo», ha evidenziato. Per riunificare la destra e contrapporsi a questo blocco, «se metti la scelta in mano ai cittadini fai una cosa intelligente - ha aggiunto Meloni sostenendo l'iniziativa di legge per "istituzionalizzare" le primarie -. I partiti non riescono più a rappresentare il sentimento della gente, e a volte bisogna avere l'umiltà di chiedere. Prima di fare la scelta sul portabandiera migliore, se si chiede ai cittadini è meglio, ma se lo si fa con legge è meglio, perché, come abbiamo visto, se lo si fa senza legge possono sorgere dei problemi", ha concluso.