27 giugno 2019
Aggiornato 00:00
Prossimo un incontro tra Berlusconi e Salvini?

Tutti i tentativi per ricomporre il centrodestra a Roma (ed evitare il suicidio politico)

Un prossimo incontro tra Berlusconi e Salvini e un contatto diretto tra il Cavaliere e la Meloni potrebbero contribuire a sciogliere i nodi del centrodestra a Roma. Ma non è detto che sarà la pace a trionfare: e, se così non fosse, le porte del Campidoglio sarebbero spalancate al Pd e all'M5s

ROMA - Ai ripetuti appelli di Giorgia Meloni, ora pare si sia unito anche il più «freddo» Matteo Salvini. Che ha auspicato un incontro tra i leader di centrodestra da tenersi possibilmente prima del 30 aprile: per quel giorno, infatti, è prevista una manifestazione unitaria a sostegno del candidato sindaco di Milano Stefano Parisi. L'ex Cavaliere ha, in effetti, confermato l'incontro: «Sì, è vero — ha detto il capo di Forza Italia —, con Salvini dovremmo incontrarci tra poco. Speriamo che il caso Roma resti un capriccio isolato...». Il riferimento è chiaramente alle magagne che stanno affliggendo da ormai numerose settimane il centrodestra nella Capitale. Eppure, ad oggi la situazione a Roma pare tutt'altro che un semplice «capriccio». Al contrario, sembra una presa di posizione ben precisa da parte dei diversi leader. E la proverbiale luce in fondo al tunnel appare, ad oggi, decisamente lontana. 

L'incontro tra Salvini e Berlusconi
In effetti, l'incontro tra Salvini e Berlusconi non è ancora in agenda. Per ora, insomma, sono solo parole. Ma anche qualora venga ufficializzato, è piuttosto difficile che sarà risolutore. Perché l'ex premier continua a sostenere testardamente Guido Bertolaso, e non pare intenzionato a mollare. Intanto, la leader di Fratelli d'Italia Giorgia Meloni non sembra andare oltre agli appelli all'unità, auspicando una convergenza di Forza Italia sul suo nome. Ma così com'è ad ora - lo capiscono tutti - la situazione del centrodestra coincide con un suicidio annunciato: non a caso, qualche giorno fa, Bertolaso ha ventilato una possibile «sinergia» con Marchini. Ma anche se quello scenario si realizzasse, la candidatura della Meloni è sufficiente per disperdere i voti. E spalancare le porte del Campidoglio al Pd e al Movimento Cinque Stelle.

Un riavvicinamento tra Silvio e Giorgia?
Secondo il Corriere, nei prossimi giorni si tenterà anche un riavvicinamento tra Giorgia Meloni e Silvio Berlusconi, un contatto diretto che non sarebbe auspicato solo dalla leader di FdI, ma anche da un folto esercito di azzurri. E' innegabile, infatti, che Meloni rimanga il candidato di centrodestra più forte, e tutti i sondaggi lo confermano. Per questo, i calcoli sono facili: se si convergesse su di lei e Giorgia vincesse, anche un risultato di lista non eclatante permetterebbe di eleggere molti consiglieri azzurri. Sempre meglio, insomma, della sonora sconfitta che Forza Italia si porterebbe a casa continuando a sostenere Bertolaso.

Patto tra Marchini e Bertolaso?
Ma anche il fronte forzista è diviso al suo interno. Perché un'altra parte degli azzurri è invece sostenitrice di un «patto» tra Marchini e Bertolaso, con un ritiro del primo a sostegno del secondo. Questa ipotesi, dunque, allontanerebbe la possibilità di una convergenza su Giorgia Meloni. Senza contare che il Cavaliere non è abituato a perdere: e un cambio di strategia, dopo tutta la fatica degli ultimi mesi, suonerebbe come l'ammissione di una sconfitta, e una sua auto-marginalizzazione nei giochi di potere interni al centrodestra. Ad oggi, una decina di giorni soltanto ci dividerebbero dalla decisione finale. E se Forza Italia rimanesse con Bertolaso, è possibile che la Meloni debba decidere di aprire a forze più centriste per guadagnare terreno. Ma questo scenario - è chiaro - è altamente sconsigliato per il centrodestra. Che, rimanendo diviso, si condannerebbe alla sconfitta. Una sconfitta pericolosamente vicina a un suicidio politico.