18 giugno 2019
Aggiornato 10:00
L'ex sindaco presenta «Un marziano a Roma»

Marino e il libro choc: «Se avessi seguito il Pd, ora sarei in galera»

Conferenza stampa nella sala della Stampa estera: Ignazio Marino presenta il libro che aveva promesso a fine mandato. Esce domani nelle librerie «Un marziano a Roma»

ROMA – I famosi appunti diventano un libro: esce domani nelle librerie «Un marziano a Roma», di Ignazio Marino. L'ex sindaco di Roma le canta al Pd e, soprattutto, a Matteo Renzi. Presso la sede della stampa estera, Marino ha presentato il sunto di due anni di amministrazione, riportando meticolosamente nel suo libro ogni dettaglio rilevante, dal giorno in cui ha messo piede in Campidoglio a quando da quei corridoi è uscito da semplice cittadino.

«Un gesto d'amore verso i romani»
«Se avessi seguito tutti i consigli del Pd forse mi avrebbero messo in cella di isolamento», dice l'ex sindaco durante la conferenza stampa. Le accuse più pesanti non vanno tanto al partito, però, quanto piuttosto al suo leader, Matteo Renzi. Nel libro emergono chiaramente le colpe del premier in tutta la faccenda romana che ha visto, da ultimo, il sindaco scalzato dalla sua poltrona. Come spiega Marino, «Roma era in una situazione drammatica. Bisognava sganciarla dalle lobby, mentre Renzi preferisce sedersi a tavola con le lobby. E' stato deciso a palazzo Chigi dove fare il villaggio olimpico ad esempio, nessuno è stato consultato. Il mio libro non è né un testamento né una vendetta. Ma un gesto d'amore verso i romani e spiega i motivi per i quali Roma» si trovi in queste condizioni. «Quando sono arrivato il debito di Roma aumentava di un milione al giorno. Non immaginavo di trovare questa situazione», spiega il Marziano.

Non una resa dei conti
Non si tratta di una resa dei conti, quindi, ma, a detta dell'ex sindaco, il libro sarebbe «un'analisi per capire il perché abbiamo tante difficoltà nei trasporti, perché si è permesso che si costruisse in luoghi senza strade e asili, del come si sia arrivati a un tale debito nel 2008. E perché tutto questo deve essere fermato». Secondo quanto affermato da Marino, l'ex sindaco avrebbe iniziato a scrivere a metà mandato. In quel momento Marino spiegava come la sua attenzione si fosse in un primo momento posata sul risanamento dei conti, mentre nella seconda fase del mandato la giunta avrebbe optato per un periodo di nuovi investimenti.

L'attacco al premier
Purtroppo, spiega ancora Marino, «il governo Renzi, nel momento in cui avevo terminato l'opera di risanamento economico, ha ordinato ai consiglieri del Pd di dimettersi. Il capo del governo ha preferito riallacciare il rapporto con le lobby». Durante la presentazione del libro, non manca l'attacco diretto al premier: «Dovevamo sganciare Roma dalle lobby, ma Renzi preferisce sedersi ai tavoli con le lobby. Avevo grandi aspettative nei suoi confronti nel momento in cui lui aveva un ruolo politico nazionale. Pronunciava parole in cui mi riconoscevo, come quelle sulle liberalizzazioni delle aziende che al Comune non servivano o sulle scelte delle persone da fare sulla base dei curricula. Da quella affermazioni siamo passati alle scelte dei direttori Rai e delle reti. Se l'avesse fatto Berlusconi molti giornali si sarebbero ribellati».

La questione del Papa
Un passo importante del libro di Marino è dedicato alla spiacevole parentesi sulla «disputa» con Papa Francesco. Anche in occasione della conferenza stampa, l'ex inquilino del Campidoglio ci tiene a precisare come andarono davvero le cose, parlando dell'incontro di febbraio con il Santo Padre, in cui i due si sarebbero chiariti: «Ho avuto una piacevole conversazione con Papa Francesco durante la quale ho ripercorso in termini severi la mia visione dei fatti. Non va attribuito a lui ciò che va attribuito a Renzi e al Pd anche se alcuni hanno voluto interpretare le sue parole come un via libera contro Marino per potersi liberare di questa figura scomoda». L'incontro si è tenuto a febbraio e Marino precisa che in quell'occasione i due stabilirono che l'ex sindaco avrebbe raccontato gli incontri avuti con il Pontefice , il quale avrebbe letto il testo prima della pubblicazione.

Marino si candida?
A chi domandava delucidazioni rispetto ad una possibile candidatura a Roma per le prossime elezioni, Marino ha risposto seccamente che non era questa la sede opportuna per annunciare una tale notizia: «Non detto sì né ho detto no. Non è l'argomento del giorno, ma il lavoro va certamente completato in questa città. Non ci sono unti dal Signore, ma spero ci possano essere candidati di statura molto più elevata di quelli che si sono presentati fino ad ora».

Gli scontrini e Renzi
Impossibile non toccare il nodo (ancora caldo) degli scontrini e di quei 12mila euro di cene di rappresentanza. Marino non perde occasione per puntare il dito, ancora, contro il premier, che, come spiega l'ex sindaco, da presidente della provincia di Firenze spese in un anno 600mila euro in spese di rappresentanza, «rapidamente archiviate dalla magistratura contabile». «Parigi riceve dal governo nazionale 1 miliardo all'anno per gli extra costi della città. Questa città accoglie mediamente 1400 manifestazioni nazionali all'anno, la giornata di canonizzazione dei due Papi è costata circa 7 milioni pagati con i soldi dei contribuenti romani. Io penso che una giornata come quella è una giornata di carattere nazionale per cui evidentemente occorrono anche i denari della nazione. Londra riceve 2 miliardi di euro. Qui occorrono investimenti sulla Capitale, ma bisogna amarla la Capitale, evidentemente il nostro capo del governo non ama Roma», afferma il Marziano.