21 settembre 2020
Aggiornato 17:00
L'ultimo colpo di scena

Omicidio Varani, Foffo: Volevo uccidere mio padre per vendicarmi

Parlare del padre con l'amico, secondo il giovane, gli avrebbe fatto «venire il veleno», «avevo una forte rabbia interiore», ha detto Manuel Foffo

ROMA - Proseguono le indagini sulla dinamica dell'omicidio di Luca Varani, trucidato in un appartamento del Collatino a Roma da Manuel Foffo e Marco Prato durante un festino a base di alcol e droga. L'ultimo colpo di scena in ordine di tempo le parole che Foffo avrebbe detto al Pm durante l'interrogatorio e riportate oggi da una emittente televisiva: «Volevo uccidere mio padre e forse ho combinato tutto questo per vendicarmi di lui».

«Contrario a ogn forma di violenza»
Parlare del padre con l'amico, secondo il giovane, gli avrebbe fatto «venire il veleno», «avevo una forte rabbia interiore», ha detto. Quello stesso padre che all'indomani dell'omicidio a Porta a Porta aveva descritto il figlio come un giovane «modello, molto buono, contrario a ogni forma di violenza». Gli investigatori stanno ricostruendo le ore precedenti all'omicidio e si è appurato che molte persone erano state nell'appartamento prima della tragica festa. Varani, colpito da coltellate e martellate, è stato torturato per oltre due ore e ha lottato a lungo per cercare di salvarsi prima di soccombere. Cconfermato il carcere per i due arrestati la cui azione per i giudici «presenta modalità raccapriccianti».

Lo sballo che ha portato alla morte di Luca
Ma dalle ricostruzioni si è capito che anche altri giovani hanno rischiato la vita frequentando quell'appartamento, perché Manuel e Marco avevano iniziato lo «sballo» già da due giorni, da mercoledì 2 marzo, quando avevano iniziato a bere e ad assumere droghe senza mangiare né dormire. Mandando messaggi e inviti ad amici e conoscenti alla ricerca di qualcuno su cui infierire, «apparentemente scelto a caso, e selezionato, non è ancora dato sapere in base a quali sue caratteristiche personali correlate all'età, al sesso, all'orientamento sessuale, al ceto sociale, o altro», scrivono i giudici nel provvedimento di custodia cautelare. Almeno quattro cinque persone sono salite in casa in quelle ore. Incluso lo spacciatore albanese che riforniva i due. Qualcuno fra coloro che sono andati nell'appartamento potrebbe aver visto quello che stava accadendo. O intuito.