27 settembre 2020
Aggiornato 22:00
protestano dall'8 marzo

Asili, seconda notte sui ponteggi per le lavoratrici precarie di Roma

Le edicatrici d'infanzia ribadiscono la richiesta di un incontro con il ministro Marianna Madia

ROMA  - Stanche, infreddolite, ma determinate a proseguire: questo il bilancio della seconda notte trascorsa in bilico sui ponteggi per le precarie di nidi e scuola d'infanzia di Roma Capitale, che dal pomeriggio del 8 marzo protestano sulle impalcature di piazza Madonna di Loreto contro la perdita del posto di lavoro per oltre 5.000 lavoratrici del settore scolastico educativo.

Una delle precarie si è sentita male
Il maltempo che in questi giorni imperversa sulla Capitale, insieme agli spazi angusti ed a tutti i disagi della situazione, stanno mettendo a dura prova le precarie ed hanno determinato il malore che ieri ha colpito una di loro, costretta ad abbandonare i ponteggi ed ora a letto con febbre alta. Le precarie e l'Usb ribadiscono pertanto la richiesta di incontro al Ministro Madia per affrontare concretamente e a risolvere la vertenza.

Cosa sta succedendo
Sono oltre 2mila le donne, educatrici d'infanzia che lavorano nei nidi comunali di Roma, che stanno rischiando di perdere definitivamente il lavoro dopo oltre un ventennio di precariato. Tutto è cominciato da una sentenza della Corte di Giustizia Europea, che circa un anno e mezzo fa puntò il dito contro l'uso reiterato di contratti a tempo determinato, fissandone il tetto massimo a 36 mesi. L'Europa aveva condannato l'Italia e le aveva chiesto di provvedere all'assunzione delle sue lavoratrici, ma le amministrazioni comunali si stanno invece preparando a un licenziamento di massa che spianerà la strada alla gestione privata dei nidi pubblici e delle scuole d'infanzia. Da qui la protesta delle lavoratrici precarie capitoline, che dall'8 marzo protestano sulle impalcature.