18 novembre 2019
Aggiornato 01:30

Comunali Roma, Giachetti vince le primarie. Ma crolla l'affluenza

Il candidato renziano doppia Morassut, ma le primarie del Pd nella Capitale sono state semi-sederte. Orfini: «Qui nel 2013 era andata più gente ai gazebo ma perchè c'erano le truppe cammellate dei capibastone poi arrestati».

La sede del Pd in via del Nazaremo, Roma.
La sede del Pd in via del Nazaremo, Roma. Shutterstock

ROMA - Sarà Roberto Giachetti a correre come candidato del centrosinistra per le prossime elezioni per il sindaco di Roma. Il vice presidente della Camera ha infatti vinto le primarie del Pd che si sono tenute ieri nella Capitale, ottenendo circa il 64% delle preferenze e doppiando il suo principale avversario, l'ex assessore della giunta Veltroni Roberto Morassut. Ma crolla l'affluenza alle urne: a Roma sono andate a votare circa 45 mila persone, la metà rispetto al 2013.

Giachetti: Sono emozionato e felice
«Sono davvero emozionato, fatico a trovare le parole per dire grazie a tutti. A tutti coloro che insieme a me c'hanno creduto. Ora si parte», ha scritto Giachetti sul suo profilo Twitter. «Ora - ha invece scritto Morassut su Facebook - andiamo a vincere in Campidoglio sostenendo Roberto Giachetti tutti insieme. Ma non sottovalutiamo il segnale che arriva dalla scarsa partecipazione al voto. Un dato che segnala la permanenza di un distacco con la città. Un distacco da recuperare rapidamente con la politica. Con una idea di partito aperto. Con liste aperte e fresche. Con uno sforzo più attento di lettura e di interpretazione dei bisogni che attraversano la città. E allargando il centrosinistra. Da domani le mie energie saranno rivolte a questi obiettivi. Con la sincerità e la chiarezza di sempre", conclude Morassut.

Orfini: Non sono poche decine di migliaia di voti
«Noi democratici siamo felici del risultato di partecipazione anche a Roma. Qui nel 2013 era andata più gente ai gazebo ma perchè c'erano le truppe cammellate dei capibastone poi arrestati», afferma in una intervista a Repubblica il presidente del Pd e commissario del partito romano Matteo Orfini. «Siamo un paese in cui la destra sceglie i candidati in tre - Salvini, Meloni e Berlusconi - e neppure si mettono d'accordo», attacca Orfini. E prosegue: «I 5stelle li scelgono con qualche migliaio di click spiati da Casaleggio. Noi democratici con decine di migliaia di persone che alla luce del sole esprimono liberamente il loro voto».I 100 mila votanti del 2013? «Erano i 100 mila delle truppe cammellate dei capibastone poi arrestati - ribadisce Orfini -, del pantano che portò a Mafia capitale, delle file dei rom». Ieri no, «non sono stati pochi, chiudiamo con circa 50 mila ai seggi a Roma...». Secondo D'Alema  c'erano più osservatori che elettori, ma Orfini ribatte e conclude: «D'Alema ha votato a piazza Mazzini e ci sono le foto delle file. Forse aveva un paio di occhiali sbagliati».