29 settembre 2020
Aggiornato 13:00
Sito libico aveva parlato di jiahidisti italiani

Farnesina: Due degli italiani rapiti in Libia forse rimasti uccisi

Relativamente alla diffusione di alcune immagini di vittime di sparatoria nella regione di Sabratha in Libia, apparentemente riconducibili a occidentali, la Farnesina informa che da tali immagini e tuttora in assenza della disponibilità dei corpi, potrebbe trattarsi di due dei quattro italiani rapiti a luglio

ZINDER - Relativamente alla diffusione di alcune immagini di vittime di sparatoria nella regione di Sabratha in Libia, apparentemente riconducibili a occidentali, la Farnesina informa che da tali immagini e tuttora in assenza della disponibilità dei corpi, potrebbe trattarsi di due dei quattro italiani, dipendenti della società di costruzioni «Bonatti», rapiti nel luglio 2015 a Mellitah e precisamente di Fausto Piano e Salvatore Failla (con loro erano stati rapiti anche Gino Pollicardo e Filippo Calcagno). Al riguardo la Farnesina ha già informato i familiari.Sono in corso verifiche rese difficili, come detto, dalla non disponibilità dei corpi.

Informazioni da Facebook
In mattinata il profilo Facebook libico «Febbraio al Ajilat-2» aveva diffuso la notizia della presenza di italiani tra gli jihadisti della filiale libica dello Stato Islamico (Isis) proprio divulgando l'immagine di un uomo con la barba bianca . Lo stesso profilo mostra altri cadaveri di jihadisti affermando che «sono stati uccisi dai giovani salafiti di Brish e Um al Hashan nei pressi della stazione radio Litim» a Sabratha dove da giorni sono in corso combattimenti tra gli uomini del Califfato nero e milizie libiche. Nel commento sulle foto dei corpi riversi a terra, si afferma che «tutti erano stranieri e tra loro anche italiani ed e stata catturata anche una donna tunisina». In un post successivo lo stesso profilo afferma che la donna tunisina «ha ammesso la presenza di due italiani che sono stati eliminati questa mattina». Italiani - sempre secondo la donna - che «avevano contatti con un uomo di Sarman attraverso Khalid al Saeh». Quindi viene mostrato il cadavere di uomo barbuto e con addosso una tuta blu affermando che si tratta di «uno degli italiani uccisi» e che «ci sono ancora altri due italiani che si trovano in una zona ignota di Sabratha».

Liberati gli altri 4
Un funzionario locale di Tripoli ha detto alla Bbc che per la liberazione dei quattro italiani rapiti in Libia era stato chiesto un riscatto di 12 milioni di euro. Due di loro sarebbero rimasti uccisi negli scontri avvenuti ieri sera nei pressi di Sabratha, a Ovest di Tripoli, tra jihadisti dello Stato islamico (Isis) e milizie libiche. La Farnesina ha avviato le verifiche, «rese difficili dalla non disponibilità dei corpi», come precisato in una nota. I quattro dipendenti della società di costruzioni «Bonatti» era stati rapiti nel luglio 2015 nella zona di Mellitah, tra Tripoli e il confine con la Tunisia. Il sindaco di Sabratha ha riferito alla Bbc di 12 morti nel raid lanciato ieri sera contro «un covo dell'Isis», mentre i media locali parlano di almeno nove vittime. Operazioni contro i jihadisti da parte dei miliziani libici sono in atto nella regione di Sabratha dal 19 febbraio scorso, quando un raid Usa colpì un covo dell'Isis uccidendo decine di miliziani.

(Con fonte Askanews)