27 febbraio 2020
Aggiornato 22:30
Dirigenti e delegati sindacali scelgono sinistra italiana

Oltre 60 esponenti sindacali appoggiano Fassina sindaco

Quella di Stefano Fassina è da ritenersi una proposta di governo fuori da schemi tradizionali politica romana, a detta dei sindacati che scelgono di appoggiare il candidato di Sinistra italiana

ROMA - «Riteniamo di sostenere la candidatura di Stefano Fassina a sindaco di Roma, intesa come proposta di governo, fuori dagli schemi tradizionali della politica romana, oramai consumati e poco convincenti. Potrà essere un'occasione importante anche per convogliare quel disagio profondo, quella rabbia che se non incanalati in una proposta di cambiamento radicale, rischiano di diventare facile preda di una deriva autoritaria». Si chiude così un appello a sostegno di Stefano Fassina sindaco di Roma, firmato da oltre sessanta dirigenti e delegati sindacali.

La questione di Mafia Capitale
«Lo scenario nel quale si colloca la campagna elettorale per le prossime elezioni amministrative nella Capitale, si presenta sostanzialmente come un teatro di guerra. Alla crisi economica e sociale dell'intero Paese, si aggiunge la ferita inferta nella nostra città dall'indagine "Terra di mezzo", che ha svelato il degrado morale del quale parte consistente della politica romana è stata artefice. Le nuove povertà si sommano alle vecchie, il lavoro povero e precario si fa largo progressivamente, i servizi pubblici vivono una crisi che rischia di diventare irrecuperabile, i lavoratori capitolini sono umiliati da mesi, le problematiche ambientali diventano sempre più gravi, le periferie sempre più invivibili. Sono questi alcuni dei nodi che la prossima amministrazione sarà chiamata a sciogliere», prosegue l'appello.

Il lavoro al centro
«Soltanto partendo dal lavoro, dalla sua dignità, dai diritti che lo devono caratterizzare, si potrà ricostruire la missione politica della sinistra e dare una risposta concreta alla crisi sociale, economica, politica e valoriale che ha colpito Roma. Ma neppure la ristrutturazione del debito basta da sola, se non si mette in campo una visione strategica dello sviluppo di Roma fondata sul recupero dei valori di uguaglianza e solidarietà, come leva da adoperare per avviare un vero e proprio processo redistributivo che affronti anche la povertà e la solitudine degli anziani e delle anziane. Roma città dell'accoglienza, dove in luogo del malaffare si possa immaginare una politica inclusiva rivolta ai tanti rifugiati e richiedenti asilo, visti non più con la lente caritatevole di chi regala qualcosa, ma in una prospettiva in grado d'inquadrare il tema delle migrazioni come una delle condizioni permanenti e qualificanti il nostro comune futuro», concludono.


(con fonte Askanews)