20 luglio 2019
Aggiornato 18:00
Il presidente del pd in audizione all'antimafia

Mafia capitale, Orfini: «Il Pd non poteva fare di più. Eravamo in ostaggio»

Secondo il presidente del Pd la responsabilità più grande è della mancata reazione della classe dirigente e politica della città: «A Roma la politica ha sottovalutato i rischi derivanti dalle infiltrazioni della criminalità e il Pd è arrivato tardi ed ha questa storica responsabilità».

ROMA - «Nessun soggetto politico è immune da rischi» sui tentativi di infiltrazione della criminalità organizzata nella vita politica e «per questo credo sarebbe opportuno che tutti facessero un lavoro serio come quello che abbiamo fatto noi a Roma». Così il presidente del Pd e commissario del partito a Roma, Matteo Orfini, nel corso dell'audizione in commissione Antimafia nell'ambito di un'indagine conoscitiva sulla vicenda di Mafia capitale.

Orfini: Non potevamo fare di più
Orfini, davanti ai commissari, ha tracciato un percorso e un bilancio sulla sua esperienza di commissario del Partito democratico iniziata con l'esplosione della vicenda giudiziaria. «Sul piano politico - ha detto Orfini - io credo sarebbe sbagliato chiedere a un partito politico di agire sulla base di strumenti che non può avere. Si può fare molto di più di quello che si è fatto ma il Pd si è assunto le proprie responsabilità».

Rivendico le scelte che ho fatto
«Rivendico le scelte che ho fatto - ha aggiunto Orfini - perché di fronte a una sfida così pericolosa lanciata alla città dalla criminalità organizzata occorre dare una risposta. Quel tipo di reazione - ha sottolineato - in questa città l'abbiamo avuta solo noi: né la destra né altri pezzi delle classi dirigenti hanno avuto una reazione», a seguito della vicenda giudiziaria che ha disvelato un intreccio criminale. «Questo mi preoccupa - ha proseguito Orfini - perché vedo una inadeguatezza».

Noi del Pd siamo stati danneggiati
Quanto ha svelato l'inchiesta giudiziaria, ha detto Orfini, ha messo in evidenza un sistema criminale che aveva i suoi terminali nel mondo dell'informazione, dell'associazionismo e in settori dell'amministrazione. «C'è stata una responsabilità delle classi dirigenti della Capitale e anche del mio partito» nel non cogliere quanto stava avvenendo. Una responsabilità politica, ma il Pd è stato anche danneggiato - ha continuato Orfini - tant'è che il Partito democratico ha avuto l'ok alla costituzione di parte civile al processo.

Il partito era ostaggio di uno scontro interno
Orfini, a proposito della sua esperienza di commissario, ha aggiunto: «Ho trovato un Pd che era ostaggio di uno scontro interno e che aveva perso di vista i problemi della città». Il presidente del Pd ha rivendicato le scelte messe in campo per avviare un processo di «bonifica» nella vita politica interna del suo partito a Roma, che si è potuto avvalere anche del lavoro svolto da Fabrizio Barca con la mappatura dei circoli del Pd romano. «A Roma - ha concluso Orfini - la politica ha sottovalutato i rischi derivanti dalle infiltrazioni della criminalità e il Pd è arrivato tardi ed ha questa storica responsabilità. Io ho tentato di mettere in campo in questi mesi una reazione politica e l'ho fatto, lavorando per stroncare quel meccanismo degenerato della nostra vita interna, lo abbiamo fatto mettendo in campo un meccanismo unico nel nostro Paese e abbiamo lavorato per riorganizzare la vita del nostro partito».

Come è stato possibile non accorgersi di nulla?
«Come è stato possibile non accorgersi di quello che stava accadendo a Roma? Mi chiedo come sia stato possibile che tante cose siano avvenute in un sistema così radicato senza che la procura pre-Pignatone si sia adeguatamente accorta e mossa per contrastarlo. Come è stato possibile avere un prefetto, quello precedente all'attuale, che negava la presenza della mafia?», ha proseguito il presidente del Pd in audizione in Commissione parlamentare Antimafia. «Sono rimasto stupito - ha aggiunto Orfini - da alcune sentenze del Consiglio di stato, da parte di giudici monocratici, relativamente a sequestri di attività balneari», ha concluso.

(Fonte Askanews)