14 agosto 2020
Aggiornato 16:00
L'ultimo candidato

Una grande ex della Lega sindaco di Roma? Salvini dice sì

Nel caos del centrodestra nella Capitale spunta il nome di Irene Pivetti, che fu presidente della Camera in quota Carroccio. E arriva il via libera anche dall'attuale segretario del partito

ROMA«Roma non merita questo balletto. Mi siederò al prossimo tavolo quando ci sarà un nome. Io un nome ce l'ho, ma a differenza di altri non lo faccio, lo do prima agli interessati». Manifesta tutta la sua insofferenza per il poco edificante balletto dei candidati che si è visto nelle ultime settimane il segretario della Lega Nord Matteo Salvini, parlando con i cronisti in piazza Montecitorio. «Di riunioni ne abbiamo fatte abbastanza. Se il nome si trova bene, oppure si facciano primarie: ci sono 5-6 persone disponibili, facciamo scegliere i cittadini romani». I potenziali candidati sono quelli usciti sui giornali: «La Matone – ha aggiunto – non la conosco». Su Marchini, «se dice che si rifà al centrodestra e dice che è alternativo al Pd e ai Cinque stelle...». Comunque, ha detto ancora, «c'è abbondanza di candidati: Marchini, Storace, Bertolaso, si parla della Pivetti». Già, Irene Pivetti. Proprio lei sembra essere la nuova carta uscita fuori dal mazzo a spaiare la partita proprio nelle ultime ore. «Il nome della Pivetti me l'hanno fatto, non la vedevo da 15 anni ma mi piace come ipotesi e come candidatura – ammette Salvini – Vive e lavora a Roma da 15 anni, conosce l'amministrazione. Ma è un mio parere personale che non è fondamentale».

Le risposte della Pivetti
Dalla diretta interessata arriva una, seppur cauta, apertura: «Mi hanno chiesto di fare la candidata del centrodestra a Roma, ne abbiamo parlato. Mi ha molto onorato il fatto che qualcuno considerasse questa ipotesi credibile». Lo ha confermato la stessa Irene Pivetti, in una lunga intervista rilasciata al programma di Rai Radio2 Un Giorno da Pecora. L'ex presidente della Camera è da molti considerata una delle papabili. E lei, le viene chiesto, cosa pensa di questa proposta? «Sono giochi in cui non ho niente da dire, aspetto che si chiariscano gli equilibri. Anche perché governare una città come Roma deve essere il risultato di una vasto e convinto consenso». Quindi prederebbe in considerazione la candidatura solo se ci fosse un centrodestra unito? «Si, se ci fosse una visione coerente da parte di tanti». In quel caso, dunque, sarebbe disponibile. «Ora io faccio l'imprenditore e dovrei interrompere quel che sto facendo, sto aiutando le imprese italiane a sbarcare sul mercato cinese». Comunque, non direbbe di no a priori: «Non dico di no, ma in questo si sta legittimamente proponendo anche ad altri». Tipo Rita Della Chiesa? «Non lo so». Oppure Alfio Marchini. «Marchini lo nominai nel cda della Rai in quota D'Alema, ai tempi era un giovane e brillante imprenditore dalemiano...». A farle la proposta è stata Giorgia Meloni? «No». Forse Matteo Salvini? «Diciamo che ne ho parlato con alcune persone». Lei è di Milano, e anche lì si cerca un candidato per il centrodestra. «Ma non è che il sindaco è una carica etnica? A Roma poi di sindaci che venivano da fuori e che hanno fatto bene ce ne sono stati parecchi». Cosa farebbe come prima cosa se venisse eletta sindaco? «Le grandi opere della quotidianità: il fondo stradale, il verde pubblico, le buche, i tombini», ha concluso a Radio2 Irene Pivetti.

A Milano arriva Parisi
La buona notizia, tornando a Salvini, è che si sono finalmente sciolti i nodi su Milano, dove il candidato della coalizione sarà Stefano Parisi: «Oggi è una bella giornata perché Milano ha un candidato su cui costruire il suo futuro», ha chiosato in piazza Montecitorio il leader della Lega.

(da fonte Askanews)