19 novembre 2019
Aggiornato 19:00
Parla il prefetto

Gabrielli: Roma è terreno ideale di riciclaggio di denaro per le mafie

Geografia e strategia dei clan non è mutatam negli ultimi mesi del 2015. Secondo quanto evidenziato dal Prefetto, la criminalità organizzata a Roma «continua a fare perno sulle loro disponibilità economiche e finanziarie e continua a inserirsi nel tessuto impreditoriale romano»

ROMA - «Le organizzazioni criminali continuano a vedere in Roma un terreno ideale per riciclare denaro sporco». Lo ha detto il prefetto di Roma, Franco Gabrielli, nel corso delle audizioni della commissione parlamentare Antimafia dedicate a Mafia capitale. Secondo il prefetto di Roma risultano confermate le analisi su questo punto e l'attività di riciclaggio e denaro provenienti da traffici illeciti avviene «sfruttando le opportunità offerte dall'economia locale i cui punti forti coincidono con i settori appetiti da questi sodalizi».

Mafia e economia
Gabrielli ha poi sottolineato che nel corso degli ultimi mesi del 2015 non si sono registrate «modificazioni nella geografia e nelle strategie della criminalità organizzata a Roma che continua a fare perno sulle loro disponibilità economiche e finanziarie e continua a inserirsi nel tessuto impreditoriale romano».

Tentativi di infiltrazione
I tentativi di infiltrazioni riguardano, in particolare, i segmenti degli esercizi pubblici e commerciali, anche in aree pregiate, come quelle del centro storico: il mercato immobiliare, i servizi finanziari e delle intermediazioni e il numero elevatissimo delle attività presenti nell'area del terziario. «Determinante per la strategia con la quale le organizzazioni criminali puntano a farsi impresa - ha aggiunto Gabrielli - è la rete di stabili relazioni che queste organizzazioni sono riuscite a intessere con operatori economici ed esponenti del mondo della finanza, disponibili a prestare le proprie complicità per agevolare la loro penetrazione nell'economia locale». 

'Ndrangheta e camorra
La 'ndrangheta si conferma essere la consorteria «più pervasiva» con i suoi diversificati interessi nel campo delle attività alberghiere, degli esercizi pubblici, della ristorazione, del commercio dei preziosi e di autoveicoli. Cosa nostra, invece, concentra i propri appetiti nel settore degli appalti connessi alla realizzazione delle opere pubbliche. Per quanto riguarda la camorra, ha sottolineato Gabrielli, si conferma il dato per cui i diversi clan, dopo essersi insediati sul litorale pontino, puntano a espandersi nella capitale. «Ciò non implica - ha proseguito Gabrielli - una rinuncia da parte di queste consorterie ad esercitare un ruolo preminente nel traffico degli stupefacenti nell'area di Roma che è sempre vista come un luogo particolarmente remunerativo».

(con fonte Askanews)