19 settembre 2019
Aggiornato 01:30
Il presidente dell'Iran lascia l'Italia

Rohani a Roma: riparte la collaborazione Italia-Iran

Visita storica tra politica, religione, economia. Il presidente iraniano Hassan Rohani ha incontrato il Pontefice e la platea di Confindustria. Accordi firmati per 17 miliardi di euro e una mano tesa da parte di Teheran agli imprenditori italiani e al premier Matteo Renzi,

ROMA - La visita del presidente iraniano Hassan Rohani è stata definita da più parti storica e, insieme all'incontro durato 40 minuti, con Papa Francesco, al secondo giorno a Roma ha di certo già sancito l'apertura di una nuova stagione di rapporti tra Italia e Iran e tra Teheran e l'Occidente. Nella tappa romana che si conclude domani mattina con una conferenza stampa del capo dello Stato iraniano, primo viaggio in Occidente dopo «l'implementation day» dell'accordo sul nucleare, «pace» è stata una delle parole più usate e il presidente iraniano ha mandato un messaggio ai partner internazionali: l'Iran è un attore credibile con cui dialogare per la stabilità nella regione.

La tolleranza dell'Islam
«Il Corano invita i musulmani a proteggere per prima le chiese e le sinagoghe: questo significa tolleranza», ha detto Rohani poco prima di presentarsi all'udienza dal Pontefice. Un messaggio di certo rivolto a Papa Francesco ma anche una indiretta risposta alle proteste del rabbino capo di Roma, Riccardo Di Segni, secondo cui «è intollerabile che mentre un intero apparato è impegnato a mantenere la memoria della Shoah, questa viene fatta passare in seconda scena dalla celebrazione dei negazionisti. Così come dobbiamo dire che la Shoah c'è stata, dobbiamo dire che non c'è spazio per i negazionisti, anche se ci fanno fare molti affari», ha aggiunto il rabbino.

L'augurio della pace
Nell'udienza in Vaticano il pontefice ha regalato al suo ospite un medaglione di San Martino. Il Papa ha spiegato a Rohani che si trattava del santo raffigurato nel momento di togliersi il mantello per donarlo ad un povero, «un segno di fratellanza gratuita». «Grazie davvero», ha replicato Rohani. Francesco ha quindi detto al suo ospite: «La ringrazio tanto per questa visita e spero nella pace». Di rimando, il presidente iraniano lo ha lasciato aggiungendo: «le chiedo di pregare per me. Mi ha fatto veramente piacere vederla e le auguro buon lavoro».

Il legame storico
E sul tasto della pace e del ruolo che ha e avrà l'Iran nello scacchiere del Medio Oriente ha insistito il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni: «L'Italia ha sempre sostenuto il ruolo dell'Iran come protagonista regionale nella soluzione delle tensioni dell'area, a cominciare dalla crisi siriana». Inoltre la scelta di Roma come prima tappa del viaggio di Rohani «non è casuale» ma «ha una valenza storica» ed è «il segno di un antico legame storico e della profonda amicizia tra i nostri popoli» e anche un «riconoscimento della perseveranza con cui l'Italia ha sempre scommesso sull'Iran». 

Gli accordi
Una scommessa che oltre a livello politico internazionale, nel quadro del negoziato di pace della crisi siriana, punta anche sul fronte economico dove le aziende italiane sono rimaste «anche nei momenti difficili». Relazioni che possono contare già su accordi firmati per 17 miliardi di euro e una mano tesa da parte di Teheran agli imprenditori italiani e al premier Matteo Renzi, atteso nel Paese nei prossimi mesi proprio per ravvivare ulteriormente queste relazioni.

La platea di Confindustria
Ad ascoltare oggi il messaggio di Rohani al Business Forum organizzato da Confindustria, una platea piena in ogni ordine di posto, con grandi industrie e piccole e medie imprese pronte ad approfittare delle occasioni offerte dalla revoca delle sanzioni, che, come ha sottolineato il presidente iraniano, la Comunità internazionale «ha capito che non servono» contro la Repubblica islamica dell'Iran.

Gli investimenti in Iran
Teheran, quindi, è pronta ad accogliere gli investitori stranieri e «dopo anni di sanzioni oggi esistono opportunità ma da qui ad un anno questa situazione cambierà. Oggi ci sono posti da riempire» anche per l'Italia, «ci fidiamo dell'Italia e degli italiani», ma bisogna fare presto, ha detto Rohani. Messaggio condiviso dal presidente di Confindustria Giorgio Squinzi, per cui l'Iran è «un paese prioritario per l'interscambio nei prossimi anni» e offre «opportunità formidabili» per gli imprenditori italiani. L'Iran è il Paese nel mondo tra quelli vicini all'Italia «al più alto potenziale. Dobbiamo correre in Iran perché c'è la fila. Abbiamo un piccolo vantaggio e dobbiamo sfruttarlo», ha sottolineato il presidente dell'Ice, Riccardo Maria Monti.

(con fonte Askanews)