23 gennaio 2020
Aggiornato 00:30
L'intervista a Repubblica

Monti: «Quando ero Premier le banche erano in buone condizioni»

L'Ex Presidente del Consiglio: «Se andiamo avanti così al contagio ci andremo dritti». L'affondo su Renzi: «Il peso in Europa non lo si acquista reclamandolo, ma dando un contributo di idee». Zanetti: «Subito commissione su banche, rischio boicottaggio»

ROMA - «Quando ero Premier le banche erano in buone condizioni e nessuno ne chiedeva il salvataggio. Il vero salvataggio lo facemmo ridando solidità ai titoli di Stato». Lo afferma in un'intervista a Repubblica l'ex presidente del Consiglio, Mario Monti, ricordando i suoi scontri nel 2011 con la cancelliera tedesca Merkel e lanciando un monito per gli attuali leader: «Il peso in Europa non lo si acquista reclamandolo, ma dando un contributo di idee».

Se andiamo avanti così al contagio ci andremo dritti
«L'Europa con il pieno consenso dell'Italia ha scelto la via del bail in nell'agosto 2013. Il tempo per prepararsi non è mancato, speriamo sia stato utilizzato bene» osserva Monti spiegando che «il bail in è un meccanismo nuovo perché fa leva sul senso di responsabilità individuale e non sul tradizionale principio dello Stato provvidenza che paga per tutti. Se andiamo avanti così, con i politici dell'opposizione e della maggioranza che fanno a gara nell'uso strumentale delle preoccupazioni dei risparmiatori, al contagio ci andremo dritti. Sarebbe paradossale - aggiunge - che l'Italia, salvatasi con le proprie forze nella situazione molto più grave di fine 2011, dovesse mettersi alla mercé della benevolenza altrui proprio mentre reclama un peso maggiore in Europa».

L'eccezione del Monte dei Paschi
All'accusa lanciata ai governi precedenti di non avere salvato le banche, Monti ricorda che «a quell'epoca le banche italiane - con la cospicua eccezione del Monte dei Paschi di Siena, che salvammo senza alcun onere per i contribuenti - erano nel complesso in buone condizioni e nessuno ne chiedeva il salvataggio. Ma tutte le banche correvano un grande rischio, legato ai molti titoli di Stato detenuti. Il vero 'salvataggio' ha avuto luogo grazie alla ritrovata solidità dei bond». Subalterno alla Merkel? I «pugni sul tavolo», risponde Monti, «avrebbero infranto non i dogmi tedeschi, ma le mani dell'Italia. Invece sono stati quei dogmi a cominciare ad infrangersi di fronte alla forza delle nostre argomentazioni, condivise da altri Paesi».

Zanetti: Subito commissione su banche, rischio boicottaggio
«Vedo in atto, tutto intorno al governo e al Parlamento, il tentativo di costruire un vero e proprio cordone sanitario per scongiurare sul nascere la costituzione di una commissione d'inchiesta sulla vigilanza bancaria. Attenzione perché questa non è la richiesta dei soliti populisti d'accatto, ma dei moderati italiani: niente accuse a scatola chiusa, niente assoluzioni a scatola chiusa». Lo scrive in una nota Enrico Zanetti, segretario di Scelta Civica e sottosegretario all'Economia.