23 gennaio 2020
Aggiornato 00:30
Scandalo banche popolari

Di Maio sfida Renzi: «Rendi trasparenti i bilanci delle tue fondazioni»

Il vicepresidente della Camera e membro del direttorio M5s in una intervista a Libero: «Il Premier non può scaricare la Boschi perché se cade lei, cade il governo, ci sono troppi interessi in ballo»

ROMA - «Bisognava far emergere l'ipocrisia del Pd, in conflitto d'interesse con i suoi elettori, e del ministro, in conflitto d'interessi con la sua famiglia. La mozione di sfiducia è stato un atto politico prima che pratico o giuridico, per sottolineare che il governo sta prendendo in giro gli italiani». Lo afferma il vicepresidente della Camera e membro del direttorio M5s, Luigi Di Maio, in una intervista a «Libero».
«La questione delle banche ha segnato molto anche il premier. Ne sta già pagando le conseguenze - spiega Di Maio -. Il governo è intervenuto su Etruria pesantemente: prima, quando la banca era quasi fallita, agevolando l'impennata delle azioni con il decreto sulle popolari, quindi facendone pagare il salvataggio agli altri istituti, che si rifaranno inevitabilmente su tutti i risparmiatori, infine col decreto che impedisce ai correntisti truffati di rivalersi sugli amministratori. Sono comportamenti che azzerano la fiducia dei cittadini e dimostrano che il premier usa due pesi e due misure con gli scandali finanziari, piegandoli ai suoi interessi politici».

Se cade Boschi, cade il Governo
Infine Di Maio lancia una sfida a Renzi: «Vorrei, attraverso quest'intervista, fare un appello al premier: renda trasparenti i bilanci delle sue fondazioni. Non vorrei scoprire che tra i titolari dei 90 milioni di fidi concessi da Banca Etruria figurassero finanziatori di Open, Big Bang, o della Leopolda - conclude l'esponente cinquestelle -. Abbiamo sempre supposto che lo stretto rapporto tra Renzi e la Boschi si fondasse su una grande fiducia personale; comincio a pensare che ci siano anche risvolti economici. Renzi non può scaricarla perché se cade lei, cade il governo, ci sono troppi interessi in ballo».

Blog Grillo: Cantone arbitro è un trucco, cacciare Vegas
«I risparmiatori sono stati traditi dalle istituzioni dello Stato che dovevano proteggerli. Adesso il Governo deve evitare di fare altri errori e le Procure smetterla di tentennare con indagini di ostacolo all'attività di vigilanza quando il reato è di omessa vigilanza. E poiché un ufficio fatto da persone che servivano lo Stato è stato sacrificato da chi si è servito dello Stato, Giuseppe Vegas deve essere dimissionato». Il blog di Beppe Grillo, con un post dal titolo «Vegas a casa» a firma della parlamentare del direttorio M5s Carla Ruocco e del presidente di Adusbef Elio Lannutti, chiede con forza la rimozione del vertice della Consob per il crac delle banche salvate dal Governo Renzi.

La trasparenza sui rischi è un valore inabdicabile
«Basta - si legge fra l'altro - con i trucchi come quello di dare l'incarico di gestire l'arbitrato sui subordinati all'Anac perché la Consob, che per legge sarebbe competente, è divenuta inaffidabile. Si intervenga quindi sul vertice per ripristinarne l'affidabilità e si renda nuovamente operativo l'ufficio analisi quantitative. La trasparenza sui rischi è un valore inabdicabile per la tutela del risparmio nazionale. Peccato che da alcuni anni è diventata trasparente sì ma come un fantasma».
«Giuseppe Vegas e la prima linea di un feticcio di autorità, corresponsabili di una eclatante truffa ai danni del mercato e di almeno 130.000 famiglie che hanno subito un esproprio criminale del risparmio, costato sudore, sacrifici, privazioni - si conclude il post - devono essere dimissionati ed incriminati».