18 giugno 2019
Aggiornato 17:30
La polemica in Forza Italia

Brunetta: «E' Romani a non essere in linea, se vuole si dimetta»

Il Presidente dei Deputati di Forza Italia attacca poi il suo collega del Senato, Paolo Romani, che ieri lo aveva incolpato per la gestione fallimentare della partita per i giudici della Consulta: «Io seguo la linea di Berlusconi confermata a cena con Salvini e Meloni»

ROMA - «Ogni attacco che mi fa Renzi è una medaglia. Anzi, un regalo. Devo solo ringraziarlo». Lo dice il capogruppo di Forza Italia, Renato Brunetta in un'intervista a Repubblica.
A suo giudizio nelle querelle in aula fra lui e Renzi è il premier a esserne uscito male. «Io ho fatto il mio mestiere, è lui - sostiene - che ci ha perso. Un premier si comporta così in Aula?»

Brunetta: Romani è fuori linea, non io
Brunetta attacca poi il suo collega del Senato, Paolo Romani, che ieri lo aveva incolpato per la gestione fallimentare della partita per i giudici della Consulta. «Chi? Chi?», «Non lo conosco», dice all'inizio. Poi aggiunge: «Vuole la verità? Renzi fin dall'inizio puntava all'accordo con i cinquestelle. Erano i grillini, però, a non volerlo. Con la vicenda Boschi hanno trovato la foglietta di fico, per dire: 'Sigliamo l'intesa, ma il giorno dopo nascondiamolo sotto una mozione di sfiducia, così il nostro mondo non grida all'inciucio'».
Il capogruppo difende la sua linea di «opposizione durissima». «Il consiglio nazionale del quattro agosto - spiega - approvò un documento di Berlusconi: 'Unità del centrodestra, nessun Nazareno né compromissioni'. Questa è la linea di Berlusconi, confermata a cena con Salvini e Meloni. E' la linea di Fi e questo io faccio».
E quindi Romani? «Lui è fuori linea, non io», «un capogruppo - aggiunge - può trarre le conseguenze e fare autonomamente un passo indietro» mentre «io sarò capogruppo fino al 2018. Dopo di allora si vedrà».

Matteoli: Concordo con Romani
«Con ogni probabilità l'accordo Renzi-Cinque Stelle sarebbe andato in porto comunque ma il nostro comportamento ha dato la stura al presidente del Consiglio per escluderci dalla Consulta. Concordo con le osservazioni di Paolo Romani e ritengo necessario ed urgente mettere mano all'organizzazione del partito che non può procedere ancora in modo estemporaneo, sulla base di prese di posizione e decisioni di singoli». Lo ha affermato in una dichiarazione il senatore di Forza Italia, Altero Matteoli.
«Escludere un'area politica di opposizione dalla Corte Costituzionale sostituendola con un'altra che professa la filosofia dello sfascio delle istituzioni e in questa direzione agisce nelle aule parlamentari, è una scelta gravissima. A maggior ragione - ha sottolineato Matteoli - Forza Italia deve contrapporsi a questa deriva con una strategia politica di lungo periodo che non può non basarsi, in primo luogo, sull'attività di organi di partito che discutono, propongono e poi decidono di volta in volta con metodo democratico. Fuori da questo schema gli effetti, già sotto gli occhi di tutti, sarebbero scontati e deleteri per Forza Italia e per tutto il centrodestra».