28 febbraio 2020
Aggiornato 07:00
Decreto salva-banche

Grillo: «Boschi si deve dimettere, ombre su Banca Etruria»

E' la tesi sostenuta nella mozione di sfiducia presentata dal Movimento 5 stelle e pubblicata sul blog Beppegrillo.it. Di Maio: «Enorme conflitto d'interessi. Nella vicenda Banca d'Italia e Consob troppo assenti».

GENOVA - La vicenda della Banca Etruria impone le dimissioni del ministro per le Riforme Maria Elena Boschi (Pd). E' la tesi sostenuta nella mozione di sfiducia presentata dal Movimento 5 stelle e pubblicata sul blog Beppegrillo.it. «Il conflitto di interessi del ministro Boschi - si legge nel post anonimo, quindi attribuibile al leader stellato Beppe Grillo - è inaccettabile. Il governo deve fare gli interessi di tutti i cittadini non dei parenti e degli amici di premier e ministri».

La ricostruzione della vicenda
Nella mozione viene ricostruita dettagliatamente la vicenda, ricordando che «il padre del ministro, Pier Luigi Boschi, ed il fratello Emanuele Boschi, hanno avuto rapporti professionali e di dipendenza con la suddetta Banca». La mozione cita anche «rilevanti speculazioni finanziarie» che hanno interessato le banche toccate dal decreto banche del gennaio scorso, insinuando l'ipotesi che vi sia stata «una possibile diffusione di informazioni privilegiate prima del Consiglio dei ministri del 20 gennaio 2015». Inoltre contesta la tesi governativa secondo la quale il più recente provvedimento di «bail-in» che azzera il valore delle obbligazioni secondarie della banca in dissesto (e delle altre tre per le quali è stato varato il salva-banche, CariFerrrara, CariChieti e Banca Marche) era il solo possibile con le vigenti norme europee.
«I fatti citati e la loro concatenazione temporale - si legge nel documento presentato in Parlamento - gettano un'ombra sul ministro e la sua funzione istituzionale con riguardo alla cura ed alla salvaguardia degli interessi pubblici, del principio generale di assoluta imparzialità, nonché della necessità di tutelare il risparmio in tutte le sue forme, come espressamente previsto dall'articolo 47 della nostra Costituzione al momento vigente; anche il solo sospetto che, attraverso la sua funzione di governo, il ministro Boschi abbia potuto interagire ovvero influenzare l'intera compagine governativa al fine di perseguire interessi personali e familiari, non ne consente la permanenza nel prosieguo dell'incarico».

Di Maio: Enorme conflitto d'interessi
«Si è verificato un conflitto di interesse enorme nell'ultimo anno, perché tre decreti del Governo intervengono sulla banca della famiglia Boschi: il primo intervento era quello sulle banche popolari che ha fatto schizzare il valore delle azioni, il secondo - che ha salvato la banca dal fallimento - ha azzerato i risparmi di migliaia di persone e il terzo salva il padre del ministro Boschi da ogni responsabilità perché la Banca di Italia è in conflitto di interesse in questa vicenda ed è improbabile che vorrà fare un'azione di responsabilità contro un banchiere coinvolto». Lo ha dichiarato a Otto e mezzo su La7 il vicepresidente della Camera Luigi Di Maio (M5S).
A giudizio dell'esponente del direttorio del Movimento 5 stelle, «se questa situazione fosse normata con una legge sul conflitto di interessi, o non ci sarebbero azioni e parenti di un ministro in quella banca o non ci sarebbe il ministro».

Banca d'Italia e Consob troppo assenti
«Noi - ha spiegato Di Maio - abbiamo chiesto che si voti in aula una mozione di sfiducia perché il Parlamento si esprima su questa vicenda. E' una prova dei fatti per tutti quelli che dicevano che il conflitto di interessi fosse un problema di questo paese quando c'era Berlusconi e oggi negano che ci sia un conflitto di interessi in questa vicenda. Se fossi Presidente del Consiglio? Farei subito - ha concluso - un provvedimento su chi deve vigilare su questo tipo di abusi: Banca d'Italia e Consob, che in questa vicenda sono stati troppo assenti».