15 dicembre 2019
Aggiornato 21:00
la denuncia della consigliera

Roma, i centurioni beffano Tronca e "gabbano" l'ordinanza

L'ordinanza mette al bando centurioni, risciò e ambulanti dal cuore della città, ma qualcosa - e c'era da aspettarselo - non sta funzionando come avrebbe dovuto

ROMA - L'ordinanza "salva centro storico" del commissario capitolino Francesco Paolo Tronca aveva alzato un polverone. Via i centurioni dal cuore di Roma, via gli ambulanti e anche le carrozze con i cavalli. Per molti romani, stanchi di vedere la città eterna abbandonata al degrado, si è trattato di un'ottima notizia. Ma ecco che emergono i primi problemi.

L'ordinanza di Tronca non funziona come dovrebbe
Era stato applaudito da tutta Roma - o quasi - il provvedimento "salva centro storico" del commissario Tronca. L'ordinanza mette al bando i centurioni, i risciò e gli ambulanti dal cuore della città, con l'intento di restituirla più pulita, ordinata e bella ai cittadini e ai turisti. Ma qualcosa - e c'era da aspettarselo - non sta funzionando come avrebbe dovuto. La denuncia è arrivata della consigliera Nathalie Naim: tutto è rimasto uguale a prima, perchè i centurioni si sono solo spostati di qualche metro. Riescono tranquillamente, infatti, a "gabbare" l'ordinanza del commissario piazzandosi nelle vie adiacenti al Colosseo e continuando così indisturbati nella loro attività. 

I gladiatori sono furbetti, ma hanno stipendi da fame
Riescono tranquillamente, infatti, a "gabbare" l'ordinanza del commissario piazzandosi nelle vie adiacenti al Colosseo e continuando così indisturbati nella loro attività. A causa dell'incompletezza dell'ordinanza, le nuove norme non valgono per le vie laterali ad esempio di via dei Fori Imperiali, come via della Miranda e Via Alessandrina. Lo stesso accade nei pressi del Pantheon. L'ordinanza funziona abbastanza bene per i procacciatori di turisti, messi al bando anche loro dal provvedimento del commissario, e per gli ambulanti. Ma nient'affatto per i centurioni. Non pensiate, tuttavia, che i gladiatori se la passino bene. Tutt'altro, perché le multe che hanno già beccato - o beccheranno - sono costretti a pagarle di tasca propria, sebbene lavorino per imprese più o meno autorizzate, e spesso con stipendi da fame. Ci auguriamo che la normativa venga completata e perfezionata, e che riesca a colpire più direttamente le imprese che sfruttano i lavori, invece di questi ultimi.