26 maggio 2020
Aggiornato 05:30
Difendere libertà e valori europei contro risposte semplicistiche

Ecco cosa ha detto il Presidente Mattarella all'Europarlamento

Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella è intervenuto oggi al Parlamento europeo a Strasburgo, parlando di terrorismo, Europa, immigrazione

STRASBURGO - «Prendo la parola in un momento particolarmente drammatico per tutti noi. L'Europa è ferita: Bruxelles, Copenaghen, Londra, Madrid, Parigi, sono altrettante lacerazioni, dolorose e incancellabili, sul corpo della nostra Unione». Così ha esordito il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nel suo intervento davanti al Parlamento europeo, oggi a Strasburgo.

Dopo Parigi
«Siamo ancora sgomenti - ha proseguito Mattarella - per quanto accaduto a Parigi e cerchiamo, tutti insieme, di affrontare il dolore che ha colpito le famiglie delle vittime, la sofferenza fisica e morale dei feriti, il senso di angoscia e di insicurezza delle nostre comunità. Desidero ribadire ancora una volta, con forza, la solidarietà totale e incondizionata alla Francia, alle sue istituzioni, al suo popolo, particolarmente alle famiglie colpite da questa immane tragedia»«Ieri - ha ricordato il capo dello Stato -, abbiamo dato l'addio a Venezia a Valeria Solesin, una ragazza italiana, una ragazza europea, la cui giovane vita è stata stroncata, con efferatezza, insieme a quella di altre 129 persone. Vorrei abbinare il ricordo di Valeria Soresin alla giornata internazionale contro la violenza sulle donne»«A Parigi - ha sottolineato Mattarella - è stata colpita la nostra vita di tutti i giorni, la nostra concezione dello stare insieme, le nostre abitudini: quel modo di essere, pensare e vivere che è proprio e caratteristico dei cittadini dell'Unione».

Contro il terrore, civiltà
Contro il terrorismo che ha ferito l'Europa, l'Ue deve «tenere saldo il timone della civiltà e dell'umanesimo», confermare i valori di democrazia, tolleranza, accoglienza su cui è basata l'architettura comunitaria, e non cedere alle pressioni di chi vorrebbe rimettere in discussione la libera circolazione delle persone nello spazio europeo e comprimere "le grandi libertà" che faticosamente sono diventate diritti dei cittadini europei. Lo ha detto il presidente della Repubblica, mettendo in guardia contro le «risposte apparentemente semplici», una critica implicita contro le soluzioni proposte dai movimenti populisti. «L'architettura delle istituzioni europee è basata sui valori di democrazia, tolleranza, accoglienza», ma «a fronte delle fortissime pressioni migratorie che provengono da Paesi dove nasce il terrorismo, e alla luce dei drammatici fatti di Parigi, ci si interroga oggi - ha detto Mattarella - se non sia il caso di porre in discussione alcuni di questi principi, a partire dalla libertà di circolazione delle persone. Da qui la ricorrente tentazione di 'chiudere le frontiere'; sia quelle esterne, sbarrando la strada a chi fugge da aree di guerra o dalla fame, sia quelle interne, comprimendo una delle grandi libertà che, faticosamente, abbiamo reso diritto dei nostri cittadini». Invece, ha affermato il capo dello Stato, «io credo che dobbiamo affrontare queste sfide alla luce dei valori per i quali dichiariamo di combattere. Risposte apparentemente semplici non ci aiutano, né sul piano ideale, né su quello di soluzioni adeguate ed efficaci. Su quello ideale, perché ci spingono a rinunciare a principi fondamentali del nostro essere europei, a diritti che abbiamo costruito e che abbiamo il dovere di tutelare, per noi e per le generazioni future».

No a semplificazioni
«Le semplificazioni - ha spiegato Mattarella - non sono persuasive neppure sul piano delle soluzioni durature, perché i fenomeni ai quali assistiamo sono di carattere globale e nessun Paese, da solo, è in grado di affrontarli, per quanto forte possa essere; per quanto orgoglioso sia,come tutti, della propria storia. Durante la Seconda Guerra mondiale - ha ricordato il capo dello Stato - le democrazie, a partire dal Regno Unito, non si interrogarono su come salvarsi in solitudine, ma seppero, invece, sollecitare la più grande mobilitazione internazionale delle coscienze. Oggi - ha concluso il presidente della Repubblica - tocca all'Unione europea tenere saldo il timone della civiltà e dell'umanesimo».

Accordi di Dublino superati
Gli accordi di Dublino, che scaricano sul solo paese Ue di primo arrivo dei migranti l'onere di gestire e accettare le loro domande di asilo, «fotografano un passato che non c'è più», e «per questo sono superati: superati dalla realtà che è un giudice inflessibile». Lo ha detto il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nella parte relativa alle politiche dell'immigrazione del suo intervento davanti alla plenaria del Parlamento europeo, oggi a Strasburgo. Per Mattarella «è necessario che l'Europa, nel suo complesso, aggiorni le proprie regole per fronteggiare un fenomeno che è diverso, per natura ed entità, rispetto al momento in cui le regole sull'asilo furono scritte». Secondo il presidente della Repubblica, «l'esigenza è quella di definire nuove regole improntate a principi di umanità e sicurezza, di solidarietà e responsabilità, e comunque adeguate alla realtà che abbiamo di fronte. La scelta, in definitiva, e non solo in ambito migratorio, è tra un'Unione che affronta i fenomeni cercando di regolarli, e un'Europa che subisce gli eventi senza essere capace di governarli, con il conseguente aumento degli squilibri interni e della sfiducia tra i Paesi membri».

Non chiudiamo gli occhi
«I nostri valori - ha sottolineato Mattarella - affermeranno la propria autenticità e consolideranno la propria autorevolezza se sapranno riscuotere riconoscenza e ammirazione anche per l'accoglienza e l'aiuto prestato a chi è in difficoltà». Inoltre, ha aggiunto, «questo messaggio contribuirebbe a fiaccare la propaganda di odio e di morte seminata dal terrorismo fondamentalista, in tanti Paesi, dal Medio Oriente all'Africa e anche, come ci ricorda la triste realtà di questi giorni, nelle città d'Europa». Mattarella ha perorato «il rafforzamento della collaborazione fra paesi Ue per la salvaguardia e la gestione della frontiera esterna comune e, in un secondo tempo, la creazione di istituzioni comuni in grado di gestire i flussi migratori". "Solo chi non vuol vedere - ha detto Mattarella rivolto agli eurodeputati - può fingere di non sapere da dove viene la dolorosa carovana di persone che risale l'Asia, l'Africa e il Medio-Oriente verso l'Europa. Ripetono la tragedia degli ebrei in fuga dal nazismo; delle centinaia di migliaia di prigionieri di guerra che vagavano in Europa, all'indomani della seconda guerra mondiale, alla ricerca di focolari andati distrutti, dei profughi le cui case e comunità all'improvviso erano entrate a far parte di un altro Paese. Sono gli eredi di coloro che, a rischio della vita, valicavano il Muro di Berlino; dei cittadini che, sfidando i campi minati, cercavano di transitare dall'Ungheria in Austria»«Il mondo è in movimento, sulle gambe di milioni di donne, bambini, uomini, spesso vittime di crudeli trafficanti di esseri umani: un esercito inerme, che marcia alla ricerca della propria salvezza. Cosa possiamo opporre - ha chiesto il capo dello Stato - alle loro ragioni? Non sono loro, che fuggono dalla violenza e dalla morte, il nostro nemico! Si dirigono verso l'Europa, vista non soltanto come luogo del benessere ma ancor di più come spazio di libertà, di tutela dei diritti, di pace. Dobbiamo difendere la sicurezza dell'Europa, ma non possiamo deturparla per renderla meno attraente», ha concluso Mattarella fra gli applausi dell'Europarlamento.

(Con fonte Askanews)

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