2 dicembre 2021
Aggiornato 05:30
Il viaggio in Spagna

Mattarella alle Cortes spagnole: «Parlamento è tempio della democrazia. Qui si colma il divario tra carta e realtà»

E' questo il richiamo che arriva da Madrid, dall'intervento che il Presidente della Repubblica ha svolto davanti alle Cortes, il Parlamento riunito spagnolo

MADRID - Il Parlamento è insostituibile, è il «tempio della democrazia» ed è il luogo dove deve essere tenuta alta la guardia sui diritti, lavorando per ridurre le distanze tra ciò che prescrive la legge fondamentale della nostra comunità, la Costituzione, e le esigenze della società, del paese reale. E' questo il richiamo che arriva da Madrid, dall'intervento che Sergio Mattarella (secondo e ultimo giorno della sua visita di Stato nella capitale spagnola) ha svolto davanti alle Cortes, il Parlamento riunito spagnolo. Una sollecitazione - che arriva oltre che dal capo di Stato in carica da chi è stato anche ministro e giudice costituzionale - per ricordare che il lavoro di Camera e Senato ha un ruolo fondamentale nella vita del nostro Paese. Si chiama democrazia parlamentare.

Le parole di Mattarella sono arrivate in un momento di grande difficoltà per l'istituzione-Parlamento, con il suo ridimensionamento numerico alle porte e con forze politiche che tendono a lavorare (e imporre le loro visioni della realtà) sempre più attraverso i loro leader fuori dagli emicicli che dentro Montecitorio e Senato. Senza dimenticare i referendum, tesi naturalmente a forzare la mano alla politica e ai suoi rappresentanti. Un richiamo, ancora, che arriva - istituzionalmente doveroso ma certamente non interessato - a poche settimane dall'inizio della gara (perché tale sembra essere, senza esclusione di colpi tra le forze politiche) per la sua successione. Un appuntamento al quale senatori e deputati (secondo indicazioni dei partiti di appartenenza, ma a volte anche no?) stanno arrivando attraverso un corpo a corpo, e senza esclusione di colpi, anticipazioni, fake news e quanto altro si voglia, forse inconsapevoli del possibile danno alle nostre istituzioni. Non è infatti un mistero che proprio per come si stia sviluppando la prossima elezione del capo dello Stato la prima ricaduta per la mancanza di un accordo, negativa, potrebbe essere sul governo guidato da Mario Draghi. Con esiti imprevedibili.

Ecco allora che Mattarella, nel suo ultimo viaggio all'estero (almeno di quelli programmati) prima della fine del settennato, ha ricordato alla politica italiana i capisaldi del nostro sistema democratico. Invitandola ad occuparsi, attraverso i suoi atti, di un tema fondamentale: la libertà di un popolo, la sua crescita e la sua tutela che non può che affermarsi e passare attraverso quello strumento fondamentale che è il Parlamento.

Mattarella, accolto alle Cortes da un lunghissimo applauso - indice senza ogni dubbio del valore che in questi giorni le istituzioni spagnole (dal Re al premier al sindaco di Madrid) hanno dato alla visita del presidente italiano - ha chiarito che «ogni Parlamento è tempio della democrazia. Il confronto fra diverse visioni vi trova posto, in vista di una sintesi orientata al bene comune». «Un confronto - ha aggiunto - che è essenza della democrazia e affermazione dello Stato di diritto, perché iscritto entro i limiti e le garanzie della Costituzione» . Il Parlamento, ha sottolineato, è «punto di incontro di tutti i cittadini e - al tempo stesso - punto di partenza per garantire pace sociale, benessere e sviluppo».

Ecco il richiamo di Mattarella che poi ha detto: «La diplomazia parlamentare ha un ruolo significativo nel promuovere le relazioni tra popoli, nell'approfondire la conoscenza delle ragioni e delle sensibilità prevalenti in ciascun Paese, nel contribuire a far emergere quel «cittadino europeo» che è uno dei frutti più concreti e positivi del percorso di integrazione continentale che insieme stiamo compiendo». Mattarella non ha avuto dubbi, «stiamo attraversando - ha rilevato - un periodo di grandi trasformazioni, di imperiosa crescita della tecnologia, di rinnovate tensioni al livello planetario e di crisi ai nostri confini. Un periodo nel quale sarà decisivo mantenere costante l'attenzione sulla salvaguardia dei diritti, delle libertà e delle tutele, faticosamente conquistate a partire dal secolo scorso».

Per il presidente della Repubblica «tocca ai Parlamenti colmare il divario tra la traiettoria segnata dalle aspirazioni racchiuse nei testi costituzionali e le condizioni reali, attraverso il confronto politico. Si tratta di un compito arduo e appassionante».

«La lunga esperienza di membro del Parlamento - ha ricordato Mattarella - ha consolidato le mie convinzioni sulla insostituibile centralità della funzione parlamentare nello sviluppo di una società nazionale e nella capacità di trasmettere una dimensione di partecipazione democratica negli organismi multilaterali in cui sempre più la comunità internazionale è destinata a organizzarsi».

«In questa sede - nel Parlamento - onorevoli rappresentanti, risiede la libertà di un popolo», ha concluso così il suo intervento. Lungo applauso mentre lasciava l'emiciclo.

(con fonte Askanews)