25 luglio 2024
Aggiornato 03:00
Sabato alle 15 in piazza Santi Apostoli

Terrorismo, musulmani in piazza a Roma contro l'Isis

Una manifestazione nazionale a Roma contro il terrorismo, per rispondere alla strage di Parigi e gridare insieme «Not in my name». A lanciarla è stata l'Ucoii (Unione delle comunità islamiche Italiane)

ROMA - Le comunità islamiche e i musulmani d'Italia scendono in piazza. Una manifestazione nazionale a Roma contro il terrorismo, per rispondere alla strage di Parigi e gridare insieme «Not in my name». Si terrà domani dalle 15 in piazza Santi Apostoli. A lanciarla è stata l'Ucoii (Unione delle comunità islamiche Italiane).

I significati della manifestazione
«Questa manifestazione ha due significati - ha spiegato Elzir -. Innanzitutto è un messaggio interno alla comunità islamica per dire 'Not in my name' riguardo questi atti criminali che stanno spargendo sangue in tanti Paesi nel mondo. Le prime vittime di questi terroristi siamo noi musulmani, quindi dobbiamo condannare il terrorismo in maniera netta. Poi - ha aggiunto - è un messaggio ai nostri concittadini: dobbiamo e possiamo vincere la paura e il terrorismo soltanto se siamo uniti. L'obiettivo dei terroristi è creare delle barriere tra i musulmani e i non musulmani».

Italiani di fede islamica
«Alla manifestazione di domani - ha concluso - abbiamo invitato tutta la realtà islamica ma non solo, abbiamo chiesto ai nostri concittadini di essere con noi. Per chi non riesce a venire a Roma abbiamo organizzato dei presidi locali in tutta Italia. Noi - ha spiegato Elzir - siamo italiani di fede islamica, non abbiamo bisogno di un partito islamico. I nostri confratelli che partecipano alla vita politica decidono di supportare il partito che vogliono. I politici che cavalcano la paura della gente tirando in ballo la religione sono imprenditori dell'odio e della paura. I nostri concittadini sono più intelligenti di loro, chiedo a loro di essere responsabili. A livello personale ho ottimi rapporti con Salvini, lo ho invitato ad essere responsabile in particolare in questi momenti difficili. Lo invito a partecipare alla manifestazione di domani per dire che tutti noi siamo uniti contro questo cancro dell'umanità che è il terrorismo».

Giornalisti irresponsabili
Sul titolo di Libero 'Bastardi islamici', Elzir commenta: «Mi dispiace che qualche giornalista, o che così dichiara, sia così irresponsabile nel momento in cui tutti dovremmo essere più responsabili. Nel Paese dell'arte e del buon gusto, trovo questi titoli senza gusto. Noi siamo italiani di fede islamica e siamo orgogliosi di esserlo. I terroristi non rappresentano nessuno di noi. Se uno è mafioso, non è che possiamo dire siciliani bastardi. Bisogna usare un linguaggio giusto e non cadere nella trappola dei terroristi».

Dialogo e confronto
«Ho conosciuto - ha affermato Elzir - degli islamici attratti dal fondamentalismo nella nostra comunità, ma il mio dovere come imam è quello di dialogare e confrontarmi con tutta la realtà nostra. In una maniera o nell'altra abbiamo fatto il nostro dovere, così come la magistratura fa il suo dovere. Dobbiamo essere tutti in sintonia e lavorare insieme. Se abbiamo l'obbligo di segnalarli alla magistratura? La collaborazione finora si è vista, dato che per fortuna non abbiamo avuto attentati».



(con fonte Askanews)