8 dicembre 2019
Aggiornato 08:00
valentina corrado rilancia

Mafia Capitale, M5S: «Vincenzi è indagato, deve dimettersi»

Il Movimento chiede che la regione Lazio torni alle urne

ROMA - Prosegue il maxiprocesso su Mafia Capitale, intanto il M5S non le manda a dire. Valentina Corrado, capogruppo del Movimento Lazio, chiede le dimissioni di Vincenzi, indagato nel processo.

M5S: Il Lazio deve tornare al voto
«I verbali dei Ros confermano quanto avevamo denunciato lo scorso giugno, alla Pisana esisteva un'alleanza Pd-Pdl per favorire le aziende del sodalizio criminale Buzzi-Carminati. Quando lo dichiarammo in aula, portando gli emendamenti di quella sessione di bilancio come prova, si alzò un coro univoco di sdegno ed iniziò l'ennesima pantomima fatta di comunicati stampa smentiti dai verbali di commissione e il giorno dopo depositammo la documentazione in Procura». Parole di Valentina Corrado, capogruppo del M5S Lazio, nel sottolineare come «ormai è evidente a tutti che Vincenzi è indagato per Mafia Capitale e che quindi si deve dimettere e che il Lazio deve tornare al voto, lasciando decidere ai cittadini laziali se continuare ad affidare la regione a chi oggi deve giustificare i propri contatti con individui detenuti con il 416 bis».

Chiuso uno dei capitoli dell'inchiesta 'Mafia Capitale'
Intanto prosegue il maxiprocesso su Mafia Capitale. A processo, a cominciare dal 17 febbraio prossimo davanti alla II sezione penale, ci saranno Maurizio Venafro e Mario Monge. Uno per un rinvio a giudizio deciso dal gup e l'altro in seguito alla scelta di rinunciare all'udienza preliminare seguendo il rito immediato. L'ex capo di gabinetto del presidente della Regione Lazio, Maurizio Venafro, ha percorso quest'ultima strada, mentre per il responsabile della cooperativa Sol.Co., Mario Monge, il giudice Giovanni Giorgianni ha deciso il processo. Si è chiuso così un capitolo dell'inchiesta su 'Mafia Capitale' e riguardante l'assegnazione, nel 2014, dell'appalto del servizio Recup, il numero unico sulle prenotazioni sanitarie. I pubblici ministeri contestano l'accusa di turbativa d'asta. Oggi in aula sono stati presenti i pm Giuseppe Cascini e Luca Tescaroli. (Fonte Askanews)