24 settembre 2020
Aggiornato 07:00
Parla l'ex membro del tavolo nazionale sull'immigrazione

Mafia Capitale, Odevaine: False le dichiarazioni di Buzzi su tangente pagata a Zingaretti

«Quello millanta rapporti che non ha»: così Luca Odevaine parla di Salvatore Buzzi davanti ai giudici nell'ambito dell'inchiesta di Mafia Capitale

ROMA - «Sono false le dichiarazioni di Salvatore Buzzi in relazione ad una tangente pagata a Nicola Zingaretti sul Palazzo della Provincia». E' un passaggio dell'interrogatorio che Luca Odevaine, ex membro del tavolo nazionale sull'immigrazione, il 15 ottobre scorso. Rispondendo alle domande del pubblico ministero, Odevaine aggiunge che è falso quanto dichiarato dal cosiddetto ras delle cooperative sulla tangente destinata oltre all'attuale presidente del Lazio anche per «Peppe Cionci (braccio destro di Zingaretti ndr), Maurizio Venafro (ex capo di gabinetto del governatore ndr) e Antonio Calicchia».

Buzzi «millanta rapporti che non ha»
Riferendosi a Buzzi, l'ex vice capo di gabinetto del sindaco Veltroni afferma che «talvolta millanta rapporti che non ha». «Non è vero - conclude - che io gli abbia detto di parlare con la senatrice Finocchiaro per la gara di Mineo. So che al riguardo Buzzi andò a parlare con Gianni Letta, come da mia indicazione, fu lui stesso a dirmelo, così come mi disse di essere andato a parlare con la senatrice Finocchiaro. Così come parlò con Letta per il Cara di Castelnuovo di Porto che occorreva costruire. Letta lo mandò dal Prefetto Pecoraro».

La tangente per Bufalotta
Una tangente per la costruzione di un complesso edilizio alla Bufalotta. A parlare di questo illecito con i pm di Roma è stato Luca Odevaine nell'interrogatorio del 15 ottobre scorso e depositato agli atti dell'inchiesta 'Mafia Capitale'. «Riccardo Mancini mi disse che era stata pattuita una tangente, pagata da Caltagirone, in relazione all'affare edilizio della Bufalotta, nella direzione di Marroni, Smedile e Alemanno».

«Non ero amato»
Odevaine ha poi spiegato che nel periodo in cui, sotto Alemanno, rivestiva la carica di vicecapo di gabinetto vicario «Mancini mi disse che non ero particolarmente amato neppure dai miei referenti politici. In particolare mi disse che in occasione di un incontro tra il sindaco e il capogruppo dell'opposizione Marroni e il presidente della commissione urbanistica Smedile, entrambi appartenenti all'apposizione, era stata chiesta la mia testa».

I contenuti dell'incontro
Poi Odevaine prosegue: «La ragione credo fosse da individuare nei contenuti di quell'incontro, che avevano ad oggetto delle delibere urbanistiche relative alla fiera di Roma e alla Bufalotta. Si trattava di un settore di interesse su cui nel periodo di Morcone commissario vi era stata una forte pressione di Smedile e Marroni, pressione cui il commissario ed io resistemmo, nel senso che facemmo passare le delibere che erano state già approvate in commissione, mentre bloccammo altre. Con Alemanno, i due ripresero la questione».



(con fonte Askanews)