26 gennaio 2020
Aggiornato 19:30
I 101 nomi dell'inchiesta sul mondo di mezzo

Mafia Capitale, il documento desecretato dalla Procura e i primi verdetti

Sono 830 pagine con tutti i nomi di Mafia Capitale e saranno trasmesse dalla prefettura di Roma ai giudici. In molti non hanno resistito alle intimidazioni

ROMA - La prima sentenza con rito abbreviato per i due imputati di Mafia Capitale, il dipendente coop Emilio Gammuto e la funzionaria capitolina Emanuela Salvatori, è prevista in giornata. Intanto, ieri è stato desecretato il documento di 830 pagine che ripercorre tutti i punti dell'inchiesta su 'Mafia Capitale'. Ben 18 dirigenti e funzionari del Campidoglio risultano coinvolti. Il processo inizierà giovedì, il 5 novembre, ma già oggi si comincia.

I dirigenti collusi e il documento desecretato
«Hanno interagito con l'associazione per agevolarne l'attività criminosa». E' questa l'accusa principale che la commissione di accesso al comune di Roma ha messo nero su bianco nei confronti di 18 dirigenti e funzionari del Campidoglio coinvolti con l'inchiesta 'Mafia Capitale'. Nelle oltre 830 pagine del documento che è stato desecretato oggi, si ripercorrono tutti i punti del procedimento che diventerà processo giovedì 5 novembre, dopodomani. Dall'emergenza abitativa, ai rifiuti, all'assistenza per gli immigrati. I settori d'interesse sono ricordati con il confronto delle diverse ordinanze di custodia cautelare che hanno riguardato oltre 70 persone e portato a sequestri per quasi 360 milioni di euro, ma si ricordano anche le informative dei carabinieri del Ros che hanno indagato.

La «rete» di Buzzi e Carminati
Il prefetto di Roma Franco Gabrielli ha chiarito ieri, in una nota, che gli uomini e le donne dell'amministrazione pubblica saranno oggetto di un procedimento disciplinare per aver adottato atti illegittimi, in particolare determinazioni dirigenziali con cui sono stati affidati in modo diretto servizi e appalti, o sono stati prorogati i contratti in essere. I dipendenti oggetto di misure cautelari sono stati appena sospesi dal servizio, altri sono passati d'incarico, di altri ancora «si sta approfondendo la posizione", si ribadisce. Le schede, i nomi, i conti ed i riferimenti riportano a quella rete di cui tenevano le fila il 'nero' Massimo Carminati e il re delle cooperative Salvatore Buzzi, almeno secondo l'impostazione degli inquirenti. Ed allora si ricorda quella intercettazione del luglio 2013, con la giunta Marino appena insediata, quando Buzzi dice all'ex Nar «di aver avuto modo di incontrare tre soggetti (che si comprendeva essere alti dirigenti del Comune) e di aver ricevuto assicurazione che, dei candidati a ricoprire ruoli di responsabilità all'interno dell'amministratore, vi erano 'due assessori e dieci consiglieri'».

Carminati diceva: Andiamo a «bussacchiare»
Insomma, come dice Carminati a Riccardo Brugia, «io ho fatto una campagna elettorale, adesso si va.. a bussacchiare». E' la vicenda che attiene a tutta una serie di ex amministratori, come l'ex vicesindaco Luigi Nieri, che ha «un rapporto fiduciario» con Buzzi o a quelli che hanno avuto un contributo elettorale. E se da una parte si evidenzia spesso «la sostanziale continuità dell'amministrazione Marino rispetto a quella di Alemanno» si aggiunge che la nuova maggioranza in Campidoglio «avrebbe dovuto rappresentare un cambiamento di rotta sostanziale rispetto al modello precedente, ma dall'esame della documentazione risulta che nel 2014 ciò non sia avvenuto». Più d'uno è uscito alla grande dall'inchiesta, come il dirigente del dipartimento politiche abitative che ha ricevuto i complimenti di un pubblico ministero per la «schiena diritta» avuta davanti a Buzzi.

In molti non hanno resistito alle intimidazioni
Altri non hanno resistito «alla forza d'intimidazione derivante dal passato criminale di alcuni» degli interlocutori. Il processo al via il 5 novembre vedrà tra i testi citati dalla stessa Procura quei commissari che hanno indagato, letto e confrontato. Saranno chiamati a spiegare, confrontare, quel che hanno visto e segnalato, portando poi allo scioglimento tra l'altro del municipio di Ostia. E' la storia del «mondo di mezzo» - usando le parole di Carminati - del «luogo dove, per effetto della potenza e dell'autorevolezza di 'Mafia Capitale', si realizzano sinergie criminali e si compongono equilibri illeciti tra il 'mondo di sopra', fatto di colletti bianchi, imprenditoria e istituzioni, e il mondo di sotto, fatto di batterie di rapinatori, trafficanti di droga, gruppi che operano illecitamente con l'uso delle armi».

(Fonte Askanews)