16 giugno 2019
Aggiornato 08:00
Faida centrodestra

Così Berlusconi e Maroni vogliono fregare Salvini

L'incontro (che doveva restare segreto) ad Arcore tra il leader della Lega e quello di Forza Italia, per decidere il candidato premier e quello a sindaco di Milano, è miseramente fallito. Perché Silvio, in realtà, sta facendo il doppio gioco con Bobo

ROMA – L'unico punto su cui sembrano essersi trovati d'accordo riguarda la comune fede calcistica: il loro Milan. Che, peraltro, neanche lui riserva grandi soddisfazioni: «Abbiamo sofferto entrambi per la sconfitta», raccontano, riferendosi al 4-0 patito in casa con il Napoli, a cui hanno assistito insieme dalla televisione. E alle successive discussioni in cui pare che i due si siano chiesti se non fosse giunto il momento di mandare a casa l'allenatore Mihajlovic o addirittura l'amministratore delegato Galliani. Calcio a parte, di nomi ne hanno fatti tanti altri Silvio Berlusconi e Matteo Salvini durante il loro incontro di domenica scorsa ad Arcore, che doveva rimanere segreto ma che è stato svelato dai retroscena giornalistici solo poche ore dopo, al punto che ieri si sono trovati costretti a confermarlo con una nota congiunta: «È vero, domenica sera ad Arcore l'incontro c'è stato, come è normale che sia fra due leader di partiti della stessa coalizione».

Tra Milano e Roma
Nomi che riguardano le due grandi partite attualmente aperte nel centrodestra italiano, separate ma anche collegate tra loro: quella per il candidato premier e quella per il candidato sindaco di Milano. Fin troppo collegate, se si pensa che l'uomo che metterebbe entrambi d'accordo per palazzo Marino, ovvero il giornalista televisivo Paolo Del Debbio, sarebbe disposto ad accettare le loro offerte, sì, ma solo per palazzo Chigi. «Guadagna troppo in tv per andare a fare il primo cittadino», avrebbe giustificato i suoi continui rifiuti il leader della Lega. Ma qui le ambizioni di Del Debbio si incontrano e si scontrano con quelle dello stesso Salvini. Che in cuor suo, anche se in pubblico si guarda bene dall'ammetterlo, vorrebbe candidarsi lui a capo di tutto il centrodestra per la presidenza del Consiglio. E che, proprio per questo, continua invece a nicchiare di fronte alle tante proposte che gli giungono di presentarsi nella sua Milano.

Silvio e Bobo
Proposte che gli sono state avanzate di nuovo nello stesso incontro di domenica scorsa con Berlusconi. Perché la verità è questa: anche se sul piatto ha buttato tanti possibili nomi del suo partito o comunque a lui vicini (Maria Stella Gelmini, Paolo Romani, l'ex calciatore Demetrio Albertini, il presidente del Collegio universitario Salvatore Carrubba), in realtà il fondatore di Forza Italia non vedrebbe l'ora di candidare proprio Matteo Salvini all'ombra della Madonnina. In entrambi i casi, avrebbe da guadagnarci: se Salvini vincesse, uscirebbe depotenziato da leader nazionale a locale; se perdesse, la sua immagine subirebbe una batosta difficile da recuperare. Un vero e proprio trappolone, insomma, che l'ex Cav sta costruendo grazie alla sponda di un insospettabile alleato interno alla Lega, Roberto Maroni. Il presidente della Regione Lombardia, infatti, è sempre più isolato dentro il suo partito, mentre dilaga Salvini che ormai ha piazzato suoi fedelissimi in tutti i posti di comando. Così, per tentare di indebolirlo, cerca di stringere Matteo a tenaglia insieme allo stesso Berlusconi. E continua a provocarlo: dall'incontro con Renzi a palazzo Chigi in cui ha ottenuto più autonomia per i lombardi (di fatto rendendo inutile il referendum salviniano della prossima primavera) fino all'apertura all'alleanza con l'Ncd del nemico Angelino Alfano proprio per le prossime comunali a Milano. Silvio, dal canto suo, se proprio dovesse ingoiare la candidatura di un leghista alla premiership, sicuramente gradirebbe di più lo storico e moderato alleato Maroni piuttosto che un personaggio nuovo, estremista e incontrollabile come Salvini. Insomma, non c'è poi tanto da stupirsi se l'incontro di domenica ad Arcore è miseramente naufragato. E non solo per la disfatta del Milan.