16 settembre 2019
Aggiornato 09:00

In vista un'alleanza Grillo-Salvini?

Sei i bacini di utenza di Lega nord e Movimento 5 Stelle si unissero, non ci sarebbe scampo per il Partito democratico di Matteo Renzi. A pensare ad una possibile prossima alleanza tra i parlamentare della Lega nord e i grillini è Luigi Bisignani

ROMA - «Prende corpo un nuovo soggetto politico che puo’ sparigliare il quadro, l’alleanza tra la Lega Nord e il Movimento 5 Stelle». A dirlo è Luigi Bisignani, che, dalle colonne de Il Tempo, lancia l'ipotesi di una nuova coalizione. Una forza che, come spiega Bisignani, non nascerebbe per volere dei due leader Matteo Salvini e Beppe Grillo, bensì vedrebbe l'accordarsi dei parlamentari di Lega nord e M5s che «stanno raggiungendo significative convergenze di programma nel Parlamento italiano ed in quello Europeo» e che – alla luce dei risultati raggiunti alle ultime elezioni, regionali e amministrative – si sentono «pronti a governare il Paese».

La provincia di Bolzano e la «svolta storica»
Dai sondaggi si evince che «il bacino di utenza» a cui Lega e Movimento 5 Stelle si rivolgono è «enorme», continua Bisignani, che sottolinea la possibilità che se «unito», potrebbe «‘sfondare’ su temi che fanno breccia sullo stremato elettorato sia di destra che di sinistra». Rifacendosi alle parole di Giulio Andreotti, Bisignani afferma che questi, per comprendere a fondo lo stato delle cose in Italia, usava buttare un occhio su due regioni, la Sicilia e il Trentino Alto Adige, e – continua l'ex giornalista – è proprio guardando alla provincia di Bolzano che ci si rende conto del profondo cambiamento in atto nel Paese. È specchio della metamorfosi che l'Italia sta subendo, il Sud Tirolo, dove a Laives, in occasione delle ultime elezioni, c'è stata una «svolta storica, benedetta dai vertici nazionali». Qui, infatti, come spiega Bisignani, il Movimento 5 Stelle ha deciso di dare il suo appoggio al sindaco della Lega Nord Christian Bianchi. «A pensar male si fa peccato, ma spesso si indovina», commenta Bisignani riprendendo ancora le parole di Andreotti.

I punti di contatto
E i punti di contatto tra il bacino leghista e quello pentastellato ci sono, e non sono affatto da sottovalutare. L'anticasta, Equitalia, una nuova idea di Europa e di moneta comune, il nodo immigrazione: Bisignani individua i «punti fondamentali» dai quali potrebbe scaturire l'intesa tra le due forze politiche. Ribadisce il concetto di un progetto che «nasce dal basso», Luigi Bisignani, quando sottolinea che Salvini e Grillo ancora non hanno avuto contatti diretti, ma a pensare a tessere la «tela» sono i parlamentari, all'opera affinché si costituisca un'alternativa vera e concreta a «quel fu 40%» del Partito democratico del premier Matteo Renzi.

E Berlusconi?
L'occhio attento di Bisignani va oltre ed evidenzia l'assenza totale di un possibile approccio a quello che è stato – prima dell'avvento di Salvini – il pilastro del centrodestra italiano: Silvio Berlusconi. Per Bisignani, pentastellati e leghisti non considererebbero il Cavaliere «un soggetto da interpellare» per la nuova coalizione. Piuttosto si punterebbe ad avvicinare quei parlamentari di Forza Italia e Nuovo Centrodestra «capaci di aggregare consensi», spiega Bisignani. I problemi del Cav, oggi, sarebbero solo di ostacolo alla buona riuscita del progetto in cantiere, e probabilmente è lo stesso Silvio a concentrarsi sul rimettere insieme i cocci di un partito alla deriva e delle aziende che sfuggono di mano. Forse proprio per questo il suo unico obiettivo sarebbe ora quello di «ristabilire un contatto con il presidente del Consiglio», dopo la fallimentare intesa del Patto del Nazareno, per poi garantirsi una poltroncina al governo. Di certo, continua Bisignani, un'alleanza tra Salvini e Grillo non metterebbe Berlusconi in una posizione di tranquillità. Intanto, conclude Bisiganni, stavolta «Renzi per questo progetto non pensa di scrivere un tweet: «Matteo, stai sereno»»