9 dicembre 2019
Aggiornato 22:00

Di Battista sindaco di Roma?

Tra le uscite infelici di Ignazio Marino e i sondaggi in discesa, il premier Matteo Renzi teme che il Movimento 5 Stelle possa continuare a guadagnare terreno. Intanto, a Roma traballa la poltrona del sindaco e la città si prepara a conoscere i candidati papabili

ROMA – L'incubo 5 Stelle continua per il premier Matteo Renzi, che, dopo gli ultimi sondaggi, potrebbe iniziare ad avvertire una certa instabilità nel consenso del partito che guida. Sembra sempre più vicina la rottura con Ignazio Marino, che, dopo gli scandali di Mafia capitale, pare essere caduto in un vortice di dissenso irrecuperabile. Il sindaco dell'Urbe rimane solo e si lascia andare a uscite non troppo felici, anche per il centrosinistra di Renzi. Il premier si prepara dunque a dare il benservito a Marino? Probabile, ma nel frattempo a preoccuparlo è anche la possibilità che a prendere il posto del Pd su Roma sia il Movimento 5 Stelle, con Di Battista alla guida. Secondo quanto riportato da Il Corriere della Sera, a Renzi spaventerebbe l'idea che un «elettorato libero» possa affidarsi disperato a un «grillino come Di Battista».

Occhio alle regole
C'è la possibilità che il grillino Alessandro Di Battista si candidi a sindaco di Roma? Lui lo esclude, ma voci di corridoio pensano proprio a lui per sostituire Ignazio Marino. È certamente tra le teste più amate dagli elettori a 5 Stelle, Alessandro Di Battista, e non solo. Il deputato M5s è appoggiato da molti dei parlamentari pentastellati romani, ma il consenso non basta. È lo stesso Di Battista a spiegare che la possibilità di diventare primo cittadino di Roma, sebbene allettante, potrebbe sfumare prima del tempo. A dirlo sono le regole del Movimento 5 Stelle, quelle che non vogliono che più cariche vengano rivestite dallo stesso soggetto.

Deve prima finire il mandato
«Non posso», dice il deputato grillino, «devo prima finire il mandato». Le regole valgono per tutti – continua Di Battista – «nessuno escluso». Il parlamentare romano allontana l'idea della candidatura, per il momento e la corsa alla guida della città rimane tutta aperta per i 5 Stelle. È una «questione di serietà», continua Di Battista giustificando la regola che norma le candidature dei pentastellati. E la linea va rispettata senza se e senza ma, altrimenti – spiega ancora il deputato – il Movimento 5 Stelle non avrebbe alcun diritto di attaccare la candidata del Pd Alessandra Moretti, che, a detta di Di Battista, «saltella da un posto ad un altro».

Marino? «Durerà una settimana»
La piazza è col Movimento 5 Stelle, asserisce convinto Di Battista, ma «loro» – riferendosi palesemente alla giunta 'piddina' di Ignazio Marino – non vogliono lasciare quelle poltrone, a cui sono attaccati «come le cozze». Intanto gli scranni traballano dopo la bufera di Mafia capitale e Di Battista si dice sicuro che il primo cittadino dell'Urbe non reggerà ancora per molto, «durerà ancora una settimana», pronostica il parlamentare pentastellato. Non mancano le invettive all'amministrazione del sindaco del Pd, ma, come precisa Di Battista, Marino è «inaffidabile», è vero, «ma il fallimento è di Renzi e deve imputarlo solo a se stesso». Intanto il Movimento 5 Stelle si prepara al voto e chiede a gran voce che alle dimissioni del sindaco attuale seguano le urne. «Arriveremo al ballottaggio – continua Di Battista – e possiamo vincere».