30 ottobre 2020
Aggiornato 00:30
Il sindaco di Verona contro il governatore veneto

Tosi: Zaia contrasta l'immigrazione a colpi di chiacchiere

«Basta chiamarli non "profughi" ma "migranti" e per la Regione del Veneto tutto è a posto e si possono far arrivare anche qui: per Luca Zaia la lotta all'arrivo caotico degli immigrati dei barconi dalla costa africana si fa solo a colpi di chiacchiere e comunicati stampa, uno o più al giorno».

VERONA (askanews) - «Basta chiamarli non "profughi" ma "migranti" e per la Regione del Veneto tutto è a posto e si possono far arrivare anche qui: per Luca Zaia la lotta all'arrivo caotico degli immigrati dei barconi dalla costa africana si fa solo a colpi di chiacchiere e comunicati stampa, uno o più al giorno».

Zaia ha perso l'occasione di un contrasto concreto
Così Flavio Tosi candidato alla presidenza del Veneto in una nota. «Quando, il 10 luglio 2014 - ha proseguito Tosi riferendosi all'attuale governatore della Regione Veneto - ha avuto l'occasione concreta di fare qualcosa per evitare che il Governo li inviasse anche in Veneto ha, come d'abitudine, accettato, senza prendere posizione contraria e girando gli occhi da un'altra parte».

Profughi e migranti
«Infatti, la Regione del Veneto, presente alla riunione della Conferenza Unificata Stato-Regioni del 10 luglio 2014 - ha incalzato il sindaco di Verona - con l'assessore Luca Coletto, ha, come sta scritto nel verbale ufficiale della riunione, accettato le proposte di distribuzione degli immigrati dal Nord Africa, stimati in 72.000 nel luglio 2014 ma che, secondo le previsioni governative, potevano crescere sino a 150.000 entro fine 2014. L'unica distinzione proposta dal Veneto, rispetto alla proposta governativa, è stata - come riporta il verbale - quella di sostituire la parola "profughi" con la parola "migranti": una Regione parolaia!», ha concluso Tosi.