5 dicembre 2019
Aggiornato 23:00
La Cisl contro il ddl Scuola

Furlan: la riforma non ci piace, superficiale e improvvisata

«Siamo qui per dire a questo Governo che la riforma non va bene, che non crea una buona scuola ma una scuola di serie A e una di serie B, e soprattutto non riconosce nella collegialità il vero lavoro della scuola». E' quanto ha dichiarato il segretario generale della Cisl, Annamaria Furlan a Milano per la manifestazione unitaria contro il Ddl sulla scuola.

MILANO (askanews) - «Siamo qui per dire a questo Governo che la riforma non va bene, che non crea una buona scuola ma una scuola di serie A e una di serie B, e soprattutto non riconosce nella collegialità il vero lavoro della scuola». E' quanto ha dichiarato il segretario generale della Cisl, Annamaria Furlan, intervenuta a Milano per la manifestazione unitaria contro il Ddl sulla scuola del Governo Renzi.

La norma non ci piace
«Ho letto bene questa riforma e non ci piace» ha sottolineato Furlan, replicando così al ministro dell'Istruzione, Stefania Giannini, che ieri aveva attaccato il segretario generale della Cgil, Susanna Camusso, accusandola di non aver letto il testo del Ddl. Chiedendo «un decreto che velocizzi i tempi per assumere i tanti precari della scuola», Furlan ha sottolineato che la 'buona scuola' è «quella dell'autonomia e della partecipazione», «quella che fa comunità» e non «quella con un solo uomo al comando», il dirigente scolastico con «poteri abnormi ed impropri»

La superficialità del governo
Per la leader della Cisl, quello del Governo è «un processo di riforma portato avanti con superficialità ed improvvisazione, senza conoscere la scuola reale e coinvolgere i diretti protagonisti», violando i principi costituzionali che ispirano il sistema scolastico pubblico «fondato sulla collegialità, sulla partecipazione e sul pluralismo delle scelte didattiche». «Si vuole passare dalla scuola della partecipazione a quella di un merito solo apparente» mentre «la scuola deve dare pari opportunità a tutti i ragazzi» ha proseguito Annamaria Furlan, aggiugendo che «si stanno illudendo migliaia di insegnanti con ripetuti e astratti annunci di assunzioni».

Renzi bocciato
Partita da piazza della Repubblica, la manifestazione del capoluogo lombardo (dove sono confluiti insegnanti, studenti, personale Ata da tutte le regioni del Nord) si è conclusa dopo circa tre ore all'Arco della Pace dove si sono tenuti i comizi dei rappresentanti sindacali locali e nazionali, delle Rsu e degli studenti. Molte le scuole, piccole e grandi, di ogni ordine e grado, rimaste chiuse o aperte con orario ridotto. Per tutto il corteo, ancor più del ministro dell'Istruzione, il bersaglio preferito è stato il premier Matteo Renzi, «bocciato» negli slogan, nei cori, sui cartelli e sugli striscioni dei manifestanti.