5 giugno 2020
Aggiornato 01:30
Il premier commemora le vittime della Resistenza

Renzi: «La storia di Marzabotto è la storia di tutta l'Italia»

La storia di Marzabotto, e il ricordo dell'eccidio avvenuto per mano dei nazisti nell'autunno del 1944, non è una storia di un piccolo comune emiliano ma è un pezzo della storia d'Italia che va portato nel cuore e nel futuro. Lo ha detto il presidente del Consiglio, Matteo Renzi.

Marzabotto (askanews) - La storia di Marzabotto, e il ricordo dell'eccidio avvenuto per mano dei nazisti nell'autunno del 1944, non è una storia di un piccolo comune emiliano ma è un pezzo della storia d'Italia che va portato nel cuore e nel futuro. Lo ha detto il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, dopo aver incontrato le autorità nel Comune di Marzabotto, nel bolognese, in occasione delle celebrazioni per i 70 anni della Liberazione.

Renzi ai ragazzi: E' un pezzo di Italia da portare nel futuro
«Dobbiamo ricordarci - ha detto Renzi - che la storia di Marzabotto non è solo la storia di questo Comune, ma è la storia di un pezzo d'Italia, drammatica e tragica, da portare nel cuore e nel futuro». Il premier ha ringraziato la comunità locale e le istituzioni, ma soprattutto «coloro che in quei giorni erano a Marzabotto e per una vita si sono portate le ferite segnate sulla pella dell'assurdità senza fine. Hanno svolto un lavoro straordinario» continuando a tenere la memoria viva su questo eccidio. «Dico ai ragazzi: dobbiamo dire grazie perché hanno perso tutto ed è come se ci dessero la staffetta del testimone». Sono a Marzabotto «per inginocchiarmi davanti alla storia del nostro paese che ci deve insegnare a non perdere mai i nostri valori». Così il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, ha ricordato le 770 vittime dell'eccidio avvenuto nell'autunno 1944 per mano nazista nei comuni alle pendici del monte Sole, sull'Appennino bolognese.

Una trasmissione in Tv per ricordare
Il premier, dopo un incontro con le istituzioni locali, ha portato un saluto ad alcuni reduci e ai familiari delle vittime. Un messaggio particolare lo ha rivolto ai giovani accompagnati alla commemorazione: «Ragazzi - ha detto - siete voi la storia che continua». Il premier ha rassicurato, come richiesto dalle istituzioni locali, che «un po' di soldi dello Stato verranno utilizzati per ricordare i 70 anni della liberazione. Il 25 aprile potrete vedere una trasmissione importante in Tv dai luoghi della resistenza» e ci saranno anche quelli legati all'eccidio di Marzabotto. «Non stiamo facendo una commemorazione - ha aggiunto - ma stiamo costruendo il futuro del nostro paese. Quelle vittime sono giganti che hanno donato la vita e nel loro ricordo noi costruiamo l'Italia più bella e più giusta e impariamo che quello che hanno fatto loro» è servito per mettere le basi al futuro dell'Italia.

Un papavero di carta per le vittime di Marzabotto
Un papavero di carta per ricordare le 770 persone, tra cui tanti bambini e donne, uccise per mano nazista nell'autunno 1944 nei territori di Marzabotto, Grizzana Morandi e Monzuno alle pendici di Monte Sole, sull'Appennino bolognese. Il fiore è stato simbolicamente piantato dal presidente del Consiglio, Mattero Renzi. Arrivato a Monte Sole ha incontrato i ragazzi delle scuole medie di Marzabotto che hanno recitato alcuni passi dello spettacolo «Gocce di memoria» sulla Resistenza e cantato «Bella ciao». "Siamo al fianco di chi in quegli anni ha visto morire fratelli, genitori, amici e parenti per dare a questi bambini la libertà - ha detto Renzi nel suo saluto - e credo che qui oggi il messaggio più bello sia proprio il messaggio che c'é tra le staffette partgiane e questi ragazzi». In questo modo «dimostrano che l'Italia è un paese libero, grazie al sacrificio di tanti nostri nonni che hanno combattuto sui monti per darci la possibilità di scrivere la parola futuro». Un sacrificio «per i bambini per i quali la storia continua, per i quali andremo avanti e costruiremo una storia più vera».

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