21 novembre 2019
Aggiornato 14:00
Il M5S boccia il progetto del governo di accorpamento nella Polizia di Stato

Nugnes: «Senza Forestale addio ambiente»

La riforma della PA prevede un riordino delle forze di polizia che sancirà l'accorpamento del Corpo forestale alle altre forze. I corpi di polizia subiranno una razionalizzazione, passando da cinque a quattro, a confermarlo il ministro Marianna Madia. La decisione non è stata accolta bene dal mondo ambientalista e la senatrice Paola Nugnes prevede l'incremento di reati ambientali.

ROMA «L'assorbimento nella Polizia di Stato del Corpo Forestale è, a mio parere, un modo di voler lasciar delinquere». Parlando di reati ambientali, la senatrice del Movimento 5 Stelle, Paola Nugnes, denuncia la scelta del governo di procedere all'accorpamento del Corpo Forestale dello Stato alla Polizia di Stato, sentenziandone di fatto la fine.

CONTROLLO AMBIENTALE IMPRESCINDIBILE - «Noi abbiamo bisogno di un controllo territoriale – spiega la senatrice –. Abbiamo bisogno di qualcuno che controlli il territorio, che monitori i traffici e tutti gli illeciti, con competenze e specializzazione. Adesso si sta parlando di far assorbire il Corpo Forestale nella Polizia di Stato. A mio parere, questa è una azione assolutamente sbagliata che va a facilitare chi i controlli li vuole eliminare. È vero che noi abbiamo cinque corpi di polizia e siamo gli unici nel mondo ad avere cinque scorte di polizia, ma non è di certo il corpo ambientale, ossia il corpo forestale a dover essere assorbito. Dando uno sguardo al rapporto Ecomafie di Legambiente, il Corpo Forestale dello Stato ha trattato oltre 11mila casi di reati ambientali, mentre la Polizia di Stato – che non è specialistica – soltanto 65. quindi significa voler disperdere una specializzazione, un controllo, una conoscenza del territorio. Noi siamo assolutamente contrari a questo e combatteremo la cosa. Io (ho presentato) un disegno di legge che, anzi, doveva tendere al rafforzamento di una struttura ambientale a livello nazionale, coordinata (…) con le agenzie ambientali e a livello europeo. Perché il più grande business, oramai da decenni, è quello ambientale, è quello dei traffici, degli inquinamenti».

GLI INTERESSI ECONOMICI MINACCIANO L'AMBIENTE - La senatrice Nugnes, però, sottolinea come a minare il percorso legislativo in difesa dell'ambiente, troppo spesso sono, ancora una volta, gli interessi di tipo economico. «Arrivano e con grande spavalderia» i grossi protagonisti dell'impresa e dell'economia italiana in Commissione e avanzano richieste precise e pesanti rispetto alla normativa ambientale, in modo da salvaguardare i loro interessi, sporchi, sporchissimi: «Confindustria venne a chiedere che l'ambientalismo non deve essere di intralcio allo sviluppo dell'impresa. Adesso, qui succede che vi sono due alibi: la semplificazione e il sostegno all'impresa, che significa chiudere un occhio. E questo va a svantaggio di chi vuole fare secondo le regole. E, inoltre, quando si fa ricadere i costi sul territorio, sull'ambiente, sulla salute, si stanno scaricando dei costi su qualcun altro, non è che si sta risparmiando». Anzi, come spiega la senatrice, procedendo secondo questo ragionamento, si starebbe solo «impedendo ad altri di portare avanti altre economie e si fa pagare con i soldi pubblici la sanità, il recupero ambientale, l'ordine pubblico, l'assistenza sociale». Si tratta di prevenzione, quindi «dovremmo rafforzare il corpo forestale. C'è una proposta di accorpamento dal basso, con le polizie provinciali, con le polizie municipali, per dare più forza, vigore e unità, oltre ad eliminare sprechi. Però non assorbendo, ma tirando dal basso gli altri tipi di competenze e forze, sempre nello stesso ambito ambientale. Anche con i Carabinieri, creare un accorpamento, in qualche maniera mantenendo le autonomie, ma unendo caserme e le direzioni, procedendo, quindi, ad una razionalizzazione delle spese, anche perché nei Carabinieri ci sono anche i Noe – Nucleo Operativo Ecologico – che hanno competenza ambientale molto diffusa. L'assorbimento nella Polizia di Stato del Corpo Forestale è, a mio parere, un modo di voler lasciar delinquere, lasciando prosperare le aziende e togliendo i controlli», conclude la senatrice Paola Nugnes.

LA RIFORMA PA SOPPRIME LA FORESTALE - «Bisogna andare verso una sempre maggiore integrazione, difficile che dopo l'approvazione della riforma della Pubblica amministrazione le forze di polizia siano ancora cinque». Il premier Matteo Renzi lancia un segnale forte, quello dell'inizio di un riordino di forze che vedrà il Corpo Forestale schiacciato sotto il peso degli altri corpi di polizia. A confermare le parole del premier altre importanti dichiarazioni in merito arrivano dalle istituzioni. In occasione dell'ultima seduta della Commissione di Affari Costituzionali del Senato è stato approvato un emendamento del relatore del disegno di legge delega sulla riforma PA, in cui, in due deleghe si definitiva l'opzione di 'sopprimere' la Forestale. Verranno riordinate, infatti, secondo l'emendamento in questione, le forze di polizia che salvaguardano ambiente e territorio. L'abolizione del Corpo Forestale dello Stato, dunque, è sempre più vicina e ad avvalorare la notizia sono le parole del ministro della Pubblica Amministrazione, Marianna Madia, che illustra come la razionalizzazione prevista dalla riforma della Pubblica Amministrazione preveda proprio la riduzione da cinque a quattro i corpi di polizia, con l'assorbimento negli altri corpi del personale attualmente operante nella Forestale. Una scelta dura, questa, che lascia il territorio e l'ambiente di fatto senza tutela. Una scelta che non potrà che favorire quanti violano la natura e le ecomafie.