12 luglio 2020
Aggiornato 05:00
Entro l'estate verranno assunti trenta giovani under 30

Minniti: ecco la rivoluzione «copernicana» dei Servizi segreti italiani

Marco Minniti, sottosegretario con delega alla sicurezza nazionale, comunica le modifiche che nei prossimi mesi toccheranno il settore dei Servizi segreti. La situazione internazionale impone, infatti, misure più ferree nel contrasto alla minaccia delle organizzazioni terroristiche dei fondamentalisti islamici.

ROMA - È una rivoluzione culturale, «copernicana», addirittura. Così i servizi segreti italiani annunciano il nuovo assetto dell'intelligence nostrana. I cambiamenti sono dettati dalle minacce sempre più concrete e incipienti che incombono sull'Europa tutta, compresa l'Italia. È in occasione del convegno Riciclaggio Internazionale e finanziamento del terrorismo tenutosi presso l'università romana LUISS che Marco Minniti, sottosegretario con delega alla sicurezza nazionale, comunica le modifiche che nei prossimi mesi toccheranno il settore dei Servizi segreti. Il Governo Renzi dà il via a una serie di correzioni e migliorie al reparto in modo da contrastare più efficacemente il pericolo di attacchi «molecolari» da parte dei terroristi dello Stato islamico.

COSA CAMBIA - «Non siamo all'anno zero – afferma Minniti -. E la nostra risposta all'Is tiene e deve tenere conto della nuova natura della sfida. Che, per la prima volta, presenta insieme due aspetti: quello propriamente terroristico, affidato a singoli, lupi o attori solitari che dir si voglia, e quello militare». Una sfida nuova, dunque, a cui lo Stato deve saper rispondere in tempo e con cognizione. È proprio per questo che verranno messe in campo innovazioni importanti, prima fra tutti l'azione del Governo. Da Palazzo Chigi, infatti, nuove norme entrano in vigore contemporaneamente per fronteggiare la minaccia terroristica in ogni suo aspetto. 280 istruttori, 80 consiglieri e mezzi aerei nella regione curda di Erbil andranno ad intervenire 'a specchio' in ambito delle operazioni militari; saranno, invece, 1800 i soldati che andranno a rinforzare i presidi degli obiettivi sensibili sul territorio nazionale; per quanto concerne, invece, la prevenzione, viene tratteggiata una nuova figura di reato che rende punibile chi decide di arruolarsi nella Jihad; vengono ampliati i poteri della Procura nazionale antimafia, che avrà il compito di coordinare le inchieste riconducibili all'area terroristica. Ai Servizi, invece, viene riconosciuta la possibilità di raccogliere informazioni con attività coperte nelle carceri.

IL SALTO DI QUALITÀ - Come riportato da La Repubblica, si tratta di «Uno sforzo - sottolinea una qualificata fonte di Palazzo Chigi - che ha cercato di mantenere il salto di qualità che queste norme rappresentano in una solida cornice costituzionale». Il cosiddetto «sistema della doppia chiave» metterà in sicurezza quelle norme che permettono all'intelligence di infiltrarsi nelle carceri per carpire informazioni utili alla prevenzione, lo stesso metodo adottato per la regolamentazione di quelle che sono note come «intercettazioni preventive». Qualora i Servizi volessero usufruire delle informazioni fornite dai detenuti, dovrebbero prima passare per Governo e magistratura e ottenere le autorizzazioni necessarie ad avviare le operazioni, per poi informare il Copasir, l'organo di controllo parlamentare. Si tratta di una fase di «sperimentazione», precisano da Palazzo Chigi, e per questo è prevista una data di scadenza per il meccanismo sopra illustrato, gennaio 2016: «Oggi, è necessaria di fronte alla nuova minaccia. Ma che, di qui a un anno, sarà bene sottoporre a verifica per valutarne non solo l'efficacia ma, giunti a quel punto, anche l'esigenza».

I GIOVANI UNDER 30 - Una sterzata importante e sostanziosa sulla qualità della manovra è testimoniata anche da altre due elementi. Innanzitutto il Governo ha deciso di fare dell'organismo di coordinamento antiterrorismo tra forze dell'ordine e Servizi denominato Casa «il fulcro e l'interfaccia della procura nazionale antiterrorismo» – come scrive La Repubblica –; ma non solo, la rivoluzione copernicana arriva in particolare con l'annuncio di Minniti di incrementare il corpus dell'intelligence con nuovi soggetti: «Tra qualche settimana un gruppo di giovani saranno assunti direttamente nei Servizi segreti, dopo una selezione avvenuta on line. È una rivoluzione copernicana anche se arriva in ritardo rispetto ad altri Paesi». E il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio precisa ancora: «Abbiamo fatto un vero e proprio road show, come Intelligence, nelle università italiane. All'inizio siamo partiti un po' timidi, ma poi abbiamo riscontrato una straordinaria partecipazione e abbiamo avuto un certo successo».